Pubblicato il: 15 maggio 2019 alle 7:00 am

Cura dell’obesità, riconoscimento europeo al C.I.B.O.  Il centro dell’Università di Napoli Federico II, guidato dalla professoressa Annamaria Colao, ha ricevuto il riconoscimento di struttura specializzata per la cura dell’obesità nell’adulto, dall’Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità

di Giulio Caccini.

Roma, 15 Maggio 2019 – Siamo o non siamo un popolo di obesi? Che brutta domanda. Ma che, puntualmente, viene formulata, ogni volta, insieme alla lettura dei dati che riguardano la nostra popolazione, sempre più in sovrappeso, un dato che purtroppo riguarda sempre più bambini e adolescenti. Sarebbero oltre 16 milioni le persone in sovrappeso e 6 milioni gli obesi. Mentre circa 15 mila soggetti all’anno ricorrono al bisturi per la riduzione del problema. Il problema è serio e riguarda la salute. In Europa il sovrappeso è ritenuto responsabile di circa l’80% dei casi di diabete di tipo 2, del 55% dei casi di ipertensione arteriosa e del 35% dei casi di cardiopatie ischemiche. Il che si traduce ogni anno in almeno un milione di morti e 12 milioni di persone gravemente ammalate. Inoltre, l’aumento di peso può ridurre la sensibilità al gusto del cibo.

Ciò nonostante, l’obesità rappresenta una malattia metabolica in continua crescita: infatti, si stima che nel mondo i pazienti obesi superino i 500 milioni. Nel nostro Paese a detenere il primato è la Campania con una percentuale di obesi che arriva al 37,4% della popolazione.

L’EASO (European Association for the Study of Obesity), ha sviluppato in tutta Europa una rete di centri specializzati per la cura della patologia, in cui la qualità dell’assistenza offerta ai pazienti è particolarmente elevata e aderisce a riconosciute linee guida europee e accademiche. Il centro C.I.B.O, farà parte del network clinico e di ricerca per il triennio 2019-2022. In questo periodo il centro avrà l’opportunità di contribuire a molteplici e importanti progetti anche dell’EASO stessa. “Lavorare a stretto contatto con gli altri centri specializzati di alto livello in Europa, specializzati nella cura dell’obesità, condividendo le nostre conoscenze e i risultati raggiunti, sarà un’opportunità per implementare le competenze del centro e per dare visibilità alla ricerca che si sta realizzando nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II”, hanno commentato dal Centro di ricerca, guidato da Annamaria Colao, al quale partecipano  la professoressa Silvia Savastano insieme a Giovanna Muscogiuri, Luigi Barrea e Daniela Laudisio.

Obesità e diabete sono considerate dagli esperti le nuove malattie urbane.“Va ricordato che la prevenzione primaria, oltre a garantire un abbassamento delle percentuali di malati, riduce anche i costi per la sanità pubblica – ha spiegato Annamaria Colao -. Intendiamo così anche ribaltare l’approccio alla cura delle malattie. Bisogna ricercare le cause più che mirare alla semplice terapia sugli effetti. E lo stile di vita, il mangiare bene, il dormire adeguatamente, l’esercizio fisico, rappresentano un elemento essenziale per ridurre l’impatto che le malattie hanno sulla nostra popolazione che purtroppo continua ad avere percentuali troppo alte di obesi e grandi obesi. La rete di centri specializzati europei – ha concluso Colao – oggi rappresenta dunque il miglior strumento per attivare ancor più concretamente la comunità scientifica in questo campo”.

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