Pubblicato il: 16 maggio 2019 alle 7:00 am

Brasile: inaugurato il Museo dell’immigrazione italiana, dell’uva e del vino Nella regione di Rio Grande do Sul sono evidenti i segni della tradizione italiana tramandata negli anni dagli emigrati. La valle dei vigneti affascina visitatori da tutto il mondo

da Porto Alegre, Carmen Tablante.

16 Maggio 2019 – Pochi sanno che esiste anche un altro Brasile, meno noto ma in fondo più legato all’Italia. É il Rio Grande del Sud, terra “gaucha”, con la sua capitale Porto Alegre. In questa regione così come in tutto il Brasile emigrarono molte migliaia di Italiani, insieme agli emigrati da tanti altri paesi, in cerca di lavoro e di una vita migliore e se possibile di fortuna; molti ci riuscirono. Con i loro sacrifici furono artefici della costruzione del Brasile.

Ecco perché, solo una settimana fa, il Console italiano a Porto Alegre, Roberto Bortot ha partecipato alla inaugurazione del Museo dell’immigrazione italiana, dell’uva e del vino a Nova Milano, nella regione di Rio Grande do Sul, a sud di Farroupilha. Presenti anche il sindaco Claiton Gonçalves e la deputata nazionale Francis Somensi.

Subito dopo è stata inaugurata la prima mostra, sulla produzione dell’uva moscato nelle città e regioni italiane. Un modo molto efficace, hanno commentato sindaco e console, per tramandare e valorizzare la cultura italiana in Brasile. In particolare, poi, il console ha ribadito l’importanza di iniziative come quella del museo per ricordare l’importanza dell’emigrazione italiana in Brasile e per mantenere viva cultura e tradizioni del Bel Paese

Un po’ di storia

E’ a partire dal 1875 che arrivarono nel Sud del Brasile i primi gruppi, provenienti dal Piemonte e dalla Lombardia, e poi dal Veneto e s’installarono nelle “colonie” di Conde d’Eu e di Dona Isabel, che attualmente sono rispettivamente le città di Bento Gonçalves e Garibaldi.

Lì vissero coltivando mais, frumento ed altri prodotti agricoli. In seguito l’introduzione della coltivazione della vite fece diventare la viticoltura e la produzione del vino, l’economia principale dei coloni italiani.

L’importanza del vino

Quanto sia importante il vino a Porto Alegre e nell’area circostante lo si capisce subito. Una delle arterie principali, proprio nel centro della città e di fronte al Municipio, si chiama Via del Vino. Nei suoi negozietti vengono venduti prodotti coloniali, artigianali; vi sono piccoli caffè dove fare una colazione “coloniale”. Una fontana spruzza acqua colore del vino.

La principale attrazione economica di quest’area è la Fiera del Vino “Fenavinho”, dove si tengono anche esposizioni, eventi culturali, musicali e sportivi.

 

Famosa è la Valle dei vigneti. Situata in un ambiente magico tra Bento Gonçalves, Garibaldi e Monte Belo do Sul ha un’estensione di circa 81.000 kmq. Da alcuni anni l’unione dei produttori ha dato origine ad un itinerario di visite alle Cantine produttrici dei vini che arriva a 60 mila visitatori ed oltre. Privilegiata da un clima temperato, con inverni rigorosi ed estate di eccezionali periodi di sole, la Valle si è presto trasformata, col lavoro e la dedizione dei suoi colonizzatori, in una delle regioni migliori per la produzione del vino in Brasile. Chi visita questa simpatica regione percepisce che i costumi e le tradizioni italiane continuano, radicate e trasmesse di generazione in generazione, con le famiglie intere che lavorano nelle loro piccole cantine nella elaborazione di vini della più alta qualità. L’eccellenza dei vini che portano il marchio “Vale dos Vinhedos” è mondialmente riconosciuta. Le tecniche impiegate nella produzione, il clima, la nobiltà dei legni delle botti, garantiscono un prodotto di qualità eccellente che ha già conquistato riconoscimenti nazionali ed internazionali, principalmente in Europa.

La Valle dei Vigneti è uno spettacolo diverso ad ogni stagione. Il visitatore può vedere i colori che vanno dal verde intenso, in primavera, al giallo oro dei vigneti in estate. In questa stagione la tentazione è mangiare l’uva direttamente dalla pianta, seguendo le spiegazioni del viticultore sulla raccolta dell’uva e la produzione del vino. Si trovano vini esclusivi, in questa regione. Champagne prodotti col metodo Champenoise e altri derivati come le grappe, gli aceti, le conserve e marmellate, commercializzati direttamente dai produttori. Il percorso turistico della Valle include la gastronomia italiana, con visite a 14 cantine, degustazione di vini, e promozioni speciali come shows di artisti del posto. Gli accessi sono tutti attraverso strade asfaltate ed il percorso è ben segnalato.

I numeri del vino in Brasile

32 mln di litri di concentrato di succo d’uva

10.000 ettari di vitis vinifera

32.000 ettari di uva americana o ibrida

30.000 ettari di uve da tavola

1.100 cantine di cui il 90% sono piccole e medie imprese

20 mln di litri di vino pregiato

20 mln di litri di spumante

80 mln di litri di vino importato

5 mln di litri di spumante importato

110 mln di litri di succo d’uva pronto da bere.

 

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