Pubblicato il: 18 maggio 2019 alle 8:00 am

Cervelli in fuga: un napoletano apre conferenza internazionale di scienze alle Canarie Nella squadra di cinque persone che sta lavorando nei laboratori di Gran Canaria ci sono ben tre italiani

di Giulio Caccini.

Napoli, 18 Maggio 2019 – Come avevamo anticipato a marzo scorso, sarà il ricercatore napoletano Francesco Pisapia ad aprire, con una relazione dal titolo “Evaluation of growth and toxin production of Gambierdiscus spp. strains from Macaronesia“, la grande conferenza internazionale organizzata a Gran Canaria per discutere sulle conseguenze del cambiamento climatico sulle alghe tossiche e su altre tematiche legate alla biotecnologia legata agli oceani.

L’evento si svolgerà presso l’Istituto Tecnologico di Pozo Izquierdo il 22 e 23 maggio alla presenza di numerosi esperti internazionali provenienti dalle Università e dagli Istituti di Ricerca di tutto il mondo. Tra loro anche il dottore Chris Holland, dell’Istituto Oceanografico e Meteorologico di Beaufort (North Carolina – Stati Uniti), il professor Claudio Grunewald, del Dipartimento di Bioscienze dell’Università gallese di Swansea e la professoressa Elena Kazamia, dell’Istituto di Biologia dell’École Normale Supérieure di Parigi.

La conferenza si svolge a Gran Canaria perché proprio presso il Dipartimento di Biotecnologia dell’Istituto Tecnologico dell’isola è partito due anni fa “Mimar”, progetto cooperativo europeo per il monitoraggio, il controllo e la mitigazione della proliferazione di organismi marini associati con disturbi umani e cambiamento climatico nella regione della Macaronesia. Vi partecipa anche l’Università Federico II di Napoli, rappresentata dalla professoressa Carmela Dell’Aversano e dalla ricercatrice Luciana Tartaglione.

E nella squadra che sta lavorando nei laboratori di Gran Canaria ci sono ben tre italiani. Pisapia, originario di Villaricca, è stato scelto in seguito alla laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche alla Federico II e alle esperienze accumulate nel corso degli anni, in particolare il dottorato in Francia nel laboratorio Phycotoxines dell’istituto di ricerca Ifremer di Nantes.

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