Pubblicato il: 19 maggio 2019 alle 7:00 am

I consigli di non lettura: romanzi che si trascinano e quelli erotici senza eros Pagine che era meglio non scrivere, storie confuse, errori di editing, refusi. A tutti sarà capitato un libro deludente

di Caterina Slovak.

Roma, 19 Maggio 2019 – Qualche tempo fa abbiamo inaugurato una strana rubrica: libri da non leggere. I consigli di non lettura: come evitare di sprecare tempo con un cattivo libro per dedicarsi a un buon libro. Cattivo libro è una espressione pesante, in verità. Diciamo che possono esistere nelle librerie e nelle nostre case delle “opere” che non sono all’altezza delle nostre aspettative. Carta (tonnellate) che poteva trovare un utilizzo migliore (che cattiva!). Umberto Eco diceva che i classici sono un rifugio sicuro, per chi ama leggere e che tanti autori contemporanei, anche quando hanno tra le mani una idea valida, “spesso la sviluppano male, senza sapere che una idea analoga era stata sviluppata meglio mille anni fa”. Eco, almeno per me, quasi mai sbaglia.

Di scrittori, oggi, ce ne sono veramente tanti. Mi viene in mente Troisi quando dice “sono io da solo a leggere e, loro, tanti a scrivere”. Tutti o quasi abbiamo un manoscritto nel cassetto e prima o poi una casa editrice disposta a pubblicarlo la si trova, magari a pagamento. E così, tutti o quasi, possono fregiarsi del titolo: scrittore. Ve ne sono alcuni anche osannati, a seconda dei palati certo, ma che – molto personalmente – non ho amato e una volta letti ho idealmente rimosso, nascondendoli negli scaffali più alti e remoti di casa.

Fare l’elenco risulterebbe faticoso (ammesso che vi interessi conoscere i miei gusti letterari). Ne citerò (per cominciare?) solo due. Uno di narrativa, un altro erotico.

Narrativa

Il Club delle lettere segrete, di Angeles Donate, pubblicato in Italia da Feltrinelli, è uno di quei libri da cui ti aspetti tanto. Una lettera può cambiare il mondo? Chissà, di sicuro può cambiare il destino della postina di Porvenir alla quale viene comunicata la chiusura dell’ufficio postale del paese per assenza di corrispondenza. “A cosa serve un postino in un mondo in cui non si scrivono più lettere?” si domanda Sara, 45 anni e con tre figli respirando l’angoscia di doversi trasferire. E’ allora che Rosa, l’anziana amica, un po’ come una madre, ha un’idea: avviare una catena. Di lettere. “Dopo più di cento anni, Porvenir resterà senza postino. In città dicono che non ci piace scrivere e ricevere lettere. Come si permettono! Non ti racconterei tutto questo se non fosse in tuo potere aiutare Sara e il nostro paese. Come? Semplice, come ho fatto io: scrivi una lettera. Non importa se è lunga o corta, né che sia scritta bene o male. Mandala a un’altra donna in paese, perché di sicuro lei potrà capire quanto è difficile crescere i figli lontano da casa propria. Anche se non la conosci, condividi con lei pochi minuti della tua vita. Formiamo una catena di parole talmente lunga da arrivare fino in città, e talmente forte che nessuno la potrà spezzare”.

Bello, vero? Bello, se l’autrice l’avesse sviluppato come si deve. Il romanzo, pagina dopo pagina, perde quella sua tensione narrativa promessa all’inizio. Si trascina e si ha l’impressione, dopo oltre 300 pagine, che manchi un’idea per il finale. Da un certo momento in poi sono tutte pagine superflue, assolutamente inutili. Che non regalano un’emozione né nuovi elementi alla storia. Senza parlare degli errori e dei refusi! Bocciato.

Eros

La sequenza delle 50 e 100 e centomila tonalità e sfumature, di grigio, nero e poi di rosso e poi basta, che noia! Un po’ come La prova del miele che ho letto qualche anno addietro. Nulla a che vedere con Il Delta di Venere o Tropico del Cancro. Anaïs Nin e Henry Miller sono unici e inimitabili ma lo sono per l’idea stessa della struttura narrativa che sorregge i loro scritti. Nemmeno una frase banale in “Io e lui”, di un ispirato Moravia, dove è l’umorismo a fare da cornice all’erotismo. E chi per mestiere scrive, come chi legge tanto, sa benissimo quanto sia difficile – a differenza della vita reale – far convivere eros e humor nella scrittura. “So che più osceno è l’amplesso, più intenso è il piacere”, scrive Salwa Al-Neimi a pagina 10 e la fascetta definisce il suo libro “Il bestseller erotico mediorientale che sta conquistando l’occidente”. Siamo nel 2008, “La prova del miele” è il racconto dell’educazione sentimentale e sessuale di una donna araba, giovane, colta, originaria di Damasco e trasferita a Parigi, il libro subisce la censura in diversi paesi arabi a causa dei contenuti. La censura è sempre da condannare. Io l’ho semplicemente riposto nello scaffale più alto della mia libreria, inaccessibile fino al prossimo trasloco.

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