Pubblicato il: 20 maggio 2019 alle 7:00 am

Sanità: la nota dolente delle liste di attesa A seguito di un monitoraggio effettuato nel IV° trimestre del 2018 in Campania rimane ancora lungo il percorso per ottenere una prestazione sanitaria, soprattutto per malati oncologici e anziani fragili

di Maurizio Cappiello*.

Napoli, 20 Maggio 2019 – La tematica “liste di attesa” rappresenta nota dolente per l’esigibilità del diritto alle cure e rappresenta una delle principali cause di migrazione sanitaria extraregionale.

Viene disciplinata da vari atti fra cui il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA) 2010-2012, recepito da tutte le Regioni e Province autonome, che hanno provveduto ad emanare, in accordo con le indicazioni adottate dal livello centrale, un loro Piano regionale di governo delle liste di attesa (PRGLA).

Il Piano regionale elenca una serie di interventi che devono essere ripresi nei Programmi attuativi aziendali ed ogni Azienda sanitaria redige su indicazione della Regione/Provincia autonoma il Programma aziendale, con il quale individuare le strutture erogatrici nell’ambito delle quali devono essere garantiti i tempi massimi di attesa per le prestazioni elencate nel PNGLA (almeno al 90% dei cittadini richiedenti).

A seguito di un monitoraggio sulle liste di attesa effettuato nel IV° trimestre del 2018 in Campania rimane ancora lungo il percorso di attesa per ottenere una prestazione sanitaria, con punte di 230 giorni per una mammografia, 200 giorni visita senologica, 104 giorni una colonscopia, 145 giorni per una visita ortopedica o cardiologica.

Complice di queste inefficienze sono la cronica carenza di personale per organizzare le attività ambulatoriali, anche alla luce della gobba pensionistica,  un bisogno di salute crescente soprattutto per il notevole incremento di patologie oncologiche che secondo i dati centrali del Registro tumori i Campania sono +46% per gli uomini e più 21% delle donne rispetto ai dati nazionali, nonché un aumento dell’età media della popolazione con patologie croniche.

Per quanto già creato un meccanismo di gestione delle liste di attesa secondo una scala di priorità gestita dal medico di medicina generale che si basa sulle condizioni cliniche del paziente e che può individuare 4 classi di priorità, tuttavia ciò non è sufficiente a garantire una vera priorità al paziente oncologico, soprattutto se hà già fatto una diagnosi strumentale presso altre strutture, tantomeno ai pazienti anziani che rappresentano una fascia particolarmente fragile della popolazione.

Pertanto sarebbe auspicabile creare delle liste di attesa prioritarie e dedicate sia per i pazienti con patologie oncologiche, che per i pazienti over 75 anni.

Fonti: Ministero della Salute, Istat, registro tumori Campano

* Dr. Maurizio Cappiello, Direzione Nazionale Anaao Assomed

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