Pubblicato il: 22 maggio 2019 alle 9:37 pm

Picco radioattivo in Turchia, cosa è successo? Secondo i dati delle mappe di misurazione delle radiazioni dell'Unione europea, i tassi di radiazione nella città di Ordu sono aumentati improvvisamente. Nulla di preoccupante secondo il governatore

di Marzio Di Mezza.

Ordu, 22 Maggio 2019 – Quello che è accaduto nelle ultime 24 ore nella Regione del Mar Nero è ancora un mistero. Secondo il giornale turco Sozcu l’improvviso e ingiustificato innalzamento dei livelli di radiazioni nell’area ha creato panico nella popolazione.

Il giornale (organo di stampa di opposizione, ricordiamo che nel 2017 l’editore e tre collaboratori furono arrestati) riferisce che stando ai dati delle mappe di misurazione delle radiazioni dell’Unione europea, i tassi di radioattività sono aumentati rapidamente tra le 12.00 e le 04.00 di martedì scorso. Quando il problema è stato condiviso e diffuso sui social media, il team dell’Agenzia AFAD (Assistenza tecnica alla Presidenza di Gestione dei Disastri e delle Emergenze del Primo Ministro della Repubblica della Turchia), ha rapidamente avviato le procedure per misurare le radiazioni in varie parti della città.

La notizia è stata riportata su alcuni siti turchi di informazione, dove è stato dato ampio risalto alle dichiarazioni governative secondo le quali le preoccupazioni sarebbero infondate. “Le misurazioni sono state fatte dal team CBRN della nostra direzione provinciale di Disaster and Emergency in 5 punti diversi della nostra città – si legge – e attorno al dispositivo nel giardino della direzione della stazione meteorologica. Il valore medio delle misure effettuate in diverse regioni della nostra provincia era 40, mentre il valore normale era miliradyan 50. Alla fine della misurazione, i valori sono risultati molto inferiori ai valori normali. Non c’è preoccupazione nella nostra città in termini di valori di radiazioni”.

Le Mappe Europee

Ma come è possibile che il Centro Europeo di Ricerca e Monitoraggio ambientale sulla Radioattività abbia potuto sbagliare?

L’attività dell’organismo viene dettagliata anche sulle pagine web del Centro, dove è possibile visualizzare mappe e relativi dati. E dove, appunto si legge che le agenzie governative europee compilano le letture delle radiazioni come parte dei mandati di monitoraggio ambientale, rendendo le letture disponibili al pubblico quasi in tempo reale.

In particolare, l’obiettivo della Piattaforma Eurdep di scambio di dati radiologici europei, è quello di notificare e informare le autorità competenti e il pubblico in generale durante la prima fase di un incidente su vasta scala con il rilascio di radioattività nell’atmosfera.

La mappa mostra le misurazioni della radioattività ambientale sotto forma di medie per le ultime 24 ore. Queste misure provengono da circa 5500 stazioni in 39 paesi.

Viene pure specificato, però, che la piattaforma Eurdep non ha funzioni di avviso. La notifica di un incidente o un’emergenza radiologica viene effettuata tramite reti di notifica anticipata come ECURIE o EMERCON, gestite rispettivamente dalla CE e dall’AIEA. Così come viene evidenziato che sia condizioni meteorologiche come pioggia o neve, che difetti negli strumenti, nell’elettronica o nel software, possono portare a valori errati.

Il Noccioleto del mondo

Dunque il picco registrato dalla piattaforma, che pure in un primo momento ha allarmato le autorità locali, può essere un errore? Intanto pensiamo che un riscontro si potrà ottenere con delle misurazioni successive nelle prossime ore.

Naturalmente è auspicabile che si sia trattato di un errore. Sia per l’incolumità della popolazione dell’intera area, sia per la salute di quasi tutto il mondo. Infatti la città è il più grande produttore al mondo di nocciole e ospita il 50% della produzione di nocciole in Turchia. Oltre a essere il centro di una grande industria di trasformazione di nocciole e produttore di cioccolato con nocciole. Dunque è immaginabile il danno che potrebbe essere causato se l’allarme relativo alla radioattività fosse, invece, reale.

Il precedente

Nel ’93 l’Independent scriveva: “Che cosa è successo, la stampa ora chiede, alla tonnellata di tè contaminato che doveva essere seppellito ma misteriosamente scomparso dai depositi? Era vero che la Turchia vendeva deliberatamente tè radioattivo per vendicarsi della vecchia Unione Sovietica, o che le nocciole turche radioattive contaminavano i cioccolatini in tutto il mondo?”.

Il riferimento è chiaro: Chernobyl, 1986.

La Ricerca, almeno quella che citiamo qui, dimostrò che non vi era pericolo. Riportiamo un Articolo scientifico sulla tossicologia alimentare e chimica, pubblicato dall’Associazione britannica per la ricerca biologica industriale nel Settembre 2009. Titolo: Radioattività e livelli di metalli pesanti nella coltivazione delle nocciole nella regione orientale del Mar Nero della Turchia.

Sintesi: La regione orientale del Mar Nero è uno dei principali produttori di nocciole in Turchia e nel mondo. Poiché questa regione è stata contaminata dall’incidente di Chernobyl nel 1986, è stato pianificato e condotto uno studio completo per determinare il livello di radioattività nell’area interessata dalla coltivazione delle nocciole. La dose dovuta al consumo di nocciola da parte del pubblico è stata stimata ed è stato dimostrato che questa dose non costituisce una minaccia per la salute umana. Inoltre, nei campioni è stata eseguita un’analisi di metalli pesanti e sono stati rilevati anche la quantità di Cr, Mn, Fe, Ni, Cu, Zn e Pb. I risultati hanno mostrato che le concentrazioni di metalli pesanti sono inferiori alla dose giornaliera raccomandata dalle organizzazioni internazionali.

Non ci resta che aspettare le nuove misurazioni, forse già domani.

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