Pubblicato il: 25 maggio 2019 alle 8:00 am

Ecco Ctrl-Z, la seconda serie a fumetti di Alessandra ‘Alyah’ Patané Il quarto volume edito da Panini Comics è già disponibile nelle migliori fumetterie. Protagonista Hugo Viennese, un ragazzo che aspetta una chance per rendere la sua vita migliore

di William Ambrosio.

Roma, 25 Maggio 2019 – Ogni giorno compiamo scelte, e tali scelte definiscono il percorso delle nostre vite. Non c’è modo di tornare indietro e cambiare le cose una volta imboccato uno specifico cammino. Ma cosa succederebbe se ciò non fosse vero? Se fosse possibile tornare indietro e cancellare la propria ultima azione, correggendo il percorso a proprio piacimento?

Da questa semplice domanda scaturisce la premessa di Ctrl-Z, la seconda serie a fumetti di Alessandra “Alyah” Patané, il cui quarto ed ultimo volume edito da Panini Comics è già disponibile nelle migliori fumetterie. La storia vede come protagonista Hugo Viennese, un ragazzo come tanti la cui vita non va per niente per il verso giusto: tra amici dementi, familiari seccanti, bus mancati e continui insuccessi, non c’è niente che vorrebbe più di una chance per rendere la sua vita migliore. Con questi pensieri in testa, la sua opportunità si presenta all’improvviso tramite “Changce” (gioco di parole tra Changee Chance), una misteriosa app per cellulari che gli permette di eseguire un Undo nella realtà, dandogli la possibilità di cambiare la sua vita per il meglio.

Ad occhio distratto sarebbe facile vedere questa premessa come tipica di varie storie di formazione, dando una strada facile per il successo al nostro eroe che gli permetta di capire cosa effettivamente voglia davvero dalla sua vita, ma l’autrice sa bene come giostrare la sua premessa per dare ai lettori una storia dal sapore unico e, soprattutto, ben scritta. Nel corso dei quattro volumi della serie (titolati in ordine Greyscale, Saturation, Hue e Brightness), vediamo Hugo utilizzare Changce per migliorare la sua vita, principalmente per conquistare la ragazza dei suoi sogni e soprattutto per raggiungere il successo tramite la sua band, i Oneup, un gruppo che insieme agli amici ed i familiari di Hugo formano il cast di comprimari principali della serie. Nonostante il grande numero di personaggi, tuttavia, il focus della storia rimane sempre sul modo in cui Hugo si comporta verso di loro, permettendo alla trama di non perdere l’attenzione sui suoi temi, nello specifico come le persone non siano esattamente ciò sembrano ad un primo sguardo.

Questo tema non risulta soltanto dalla lezione che Hugo apprende tramite le sue esperienze, ma anche su come nessuno dei personaggi principali si rivela essere del tutto ciò che sembra inizialmente: da piccolezze come il talento musicale del tipico bullo di quartiere a rivelazioni più grandi come la crescente maturità della migliore amica di Hugo, vediamo lentamente come il mondo attorno ad Hugo si rivela essere molto diverso dalla prima impressione, cosa che Alyah rende ancora più incisiva centralizzando la maggioranza della narrazione attorno al suo protagonista, con solo rari momenti in cui abbiamo modo di seguire altri personaggi o di sentire stralci di storie che non riguardano il piccolo universo del protagonista. Tramite questa decisione, il lettore ha un’idea più chiara che mai della visione limitata del mondo che Hugo e molte altre persone possono avere nel corso delle loro vite, e di come comprendere gli altri ed i propri veri obiettivi possa essere molto più difficile di quanto si possa immaginare.

Un altro tema fondamentale attraversato dall’opera è, più direttamente, l’importanza del commettere errori e l’ineluttabilità delle nostre decisioni nel renderci le persone che siamo. Oltre alla possibilità di cancellare la propria azione più recente, nel primo volume viene chiaramente data una scappatoia da tutte le conseguenze della storia informando Hugo che cancellando Changce dal suo telefono tutte le modifiche alla realtà sarebbero state annullate, riportandolo al momento in cui tutto è iniziato. Con la storia che prende pieghe sempre più drammatiche e con i legami a cui Hugo tiene sempre più incrinati, sarebbe ovvio aspettarsi che tale possibilità venga sfruttata da Hugo eventualmente una volta compresa la sua lezione, ma il fumetto è conscio di tale possibilità e mostra la maturità di Hugo evitando tale ovvia risoluzione, prendendo una piega molto più matura, significativa e soddisfacente per portare alla conclusione la narrativa. Alyah è un’autrice che non ha paura di far commettere errori anche gravi ai suoi personaggi, ma proprio questa voglia di colpirli nel profondo permette alla loro crescita di sembrare più genuina e realistica. Nonostante la presenza quasi soprannaturale di Changce e certi sviluppi della storia, la serie rimane sempre e comunque concentrata sul piano umano, con anche i risvolti più lontani dalla realtà connessi alla crescita del protagonista.

Nonostante i temi trattati siano piuttosto duri ed importanti e gli eventi parecchio pesanti per i protagonisti, tuttavia, la serie non perde mai una certa verve di fondo divertente che complementa perfettamente i momenti più drammatici. I personaggi creati da Alyah non hanno problemi a passare dalla serietà alla comicità anche nel corso di scene cruciali pur senza mai sfociare nella farsa, rendendo le loro emozioni e reazioni molto più umane. Questo bilanciamento serve anche a dimostrare come ben pochi personaggi in Ctrl-Z reagiscono sempre nel modo migliore, ma è questa loro fallibilità a renderli più autentici e comprensibili, anche per quanto riguarda personaggi come Hugo, il quale diventa progressivamente un personaggio sempre più negativo seppur sempre comprensibile. Molti autori avrebbero paura di far sprofondare nell’abisso i propri personaggi, ma Alyah è un’autrice piena di confidenza e fiducia nella sua storia, e Ctrl-Z ed il suo sviluppo ne sono una prova lampante.

A complementare la corrente umoristica del racconto aiutano senza dubbio costanti riferimenti alla cultura popolare ed i videogiochi in particolare, con molti riferimenti anche piuttosto specifici a molti classici del passato che aiutano a sottolineare la natura dei personaggi che ne fanno uso. Tra l’essere una storia di crescita e formazione con uno stile grafico a metà tra i cartoon e gli Anime giapponesi sarebbe facile comparare Ctrl-Z a serie come Scott Pilgrim di Bryan Lee O’Malley, ma nonostante qualche superficiale similitudine tale confronto non potrebbe essere più inaccurato: la storia di Alyah ha sviluppi, caratterizzazione, e soprattutto un’identità molto personale, sviluppandosi perfettamente nel corso dei quattro volumi della serie.

Ctrl-Z è una serie come poche ce ne sono, sia nel panorama del fumetto italiano che internazionale. E’ una storia di errori, di crescita, del nostro rapporto con la tecnologia e gli altri, e di come diventare persone migliori ogni giorno. Ed è assolutamente una lettura che tutti gli appassionati di storie di formazione non possono farsi mancare.

neifatti.it ©