Pubblicato il: 26 maggio 2019 alle 8:00 am

«Aspiranti fumettisti, sfruttate la potenza del web» Intervista esclusiva all’autrice di Ctrl-Z Alessandra “Alyah” Patané

di William Ambrosio.

Roma, 26 Maggio 2019 – Alyah, Come descriveresti il tuo percorso come fumettista? Come vedi la tua carriera attualmente, rispetto a come hai iniziato?

«La passione per il fumetto l’ho sempre avuta, sin da quando ero bambina ho sempre sognato di fare quello che vedevo negli Anime e nei Manga, e quindi diciamo ho sempre percorso questa strada, ho sempre disegnato da quand’ero piccola, e poi sono evoluta andando a fare scuola Comics e non ho mai smesso di disegnare, neanche per un secondo. E quindi diciamo che era parecchio ovvio quale sarebbe stata la mia strada. E quindi infine sono qui, e questa passione quindi è nata dalla grossissima influenza che ho avuto dai fumetti che leggevo, a partire da Topolino fino ai Manga ed i fumetti americani che leggevo e soprattutto gli Anime che guardavo da bambina, questo mi ha stimolato ed alimentato molto».

Come parte della tua formazione fumettistica, hai trovato più difficile migliorare come artista o come narratrice?

«Ma secondo me diciamo che le due cose non le escludo, vanno a pari passo, vanno insieme, perché è stato difficile sia disegnare sia sceneggiare, anche perché magari si è capaci di disegnare in una certa maniera non è comunque facile trovare la storia adatta, quindi devono essere comunque in perfetto equilibrio entrambe. Devi maturare entrambi gli stili, sia il disegno che la scrittura».

Qual è il tuo approccio nel costruire personaggi? Cosa pensi sia essenziale per renderli interessanti?

«Io vado un po’ a fantasia, un po’ pensando anche a cosa potrebbe essere interessante per me, e quindi diciamo che quando io creo il personaggio il modo migliore per me di personalizzarlo è un po’ creargli un background, creargli il cibo preferito o magari le sue paure le sue fobie, perché questo diciamo che mi aiuta a caratterizzarlo di più e a renderlo più reale, più diciamo naturale, e quindi facendo così io riesco. Poi non so se la riuscita è perfetta, però diciamo ci provo a creare dei personaggi più alla portata di tutti, più simili a noi».

Hai avuto modo di creare una vasta gamma di personaggi interessanti nelle tue opere attualmente pubblicate. Quali di loro rientrano tra i tuoi preferiti, e per quale motivo?

«Allora, io ovviamente avendoli fatti ed amandoli tutti non ho un preferito, però è vero che diciamo su Ctrl-Z ho un affetto smisurato. Cioè, per Greedy Flower ho un affetto smisurato perché è la mia prima opera, Ctrl-Z perché è un’opera che volevo fare da tantissimo tempo, veramente da tanto, quindi diciamo sono molto affezionata a questa serie, perché è una di quelle che desideravo davvero mettere su carta da tantissimo tempo».

Attualmente, hai avuto modo di lavorare a tre serie a fumetti principali: Greedy Flower, Ctrl-Z, e la recente collaborazione Cora, oltre ovviamente al webcomic The funny way of sugaring life with poison. Ognuna di queste serie appartiene ad un genere all’apparenza piuttosto diverso, dall’horror alla storia di formazione al fantasy di stampo nipponico. Hai avuto sfide particolari nell’affrontare generi così diversi?

«No, in realtà diciamo che è stata una mia scelta, e anche se non era una mia scelta come nel caso di Cora l’ho presa come una sfida. Quindi a me piace cambiare genere, non mi piace rimanere sempre nelle stesse cose, perché voglio vedere fin dove posso arrivare e fin dove posso raccontare e che stili riesco a raggiungere, quindi per me è importante cambiare stile, perché voglio vedere fin dove mi posso spingere, quali sono i miei limiti».

Le tue storie hanno una tendenza ad alternare momenti umoristici e seri, spesso anche nel corso della stessa scena. Quale tono ti riesce più naturale scrivere e perché?

«Allora, in realtà mi piacciono entrambi, perché mi piace sia descrivere il comico che il triste. Ovviamente le scene tristi mi piacciono di più perché a me mi piace molto approfondire le emozioni dei personaggi, quindi è chiaro che le emozioni tristi sono quelle più forti. Però in realtà gli stacchetti comici ci stanno per stemperare un po’ e questa cosa l’ho presa molto dallo stile manga. Lì c’è molto questa variante comica in mezzo alla tristezza».

Hai qualche particolare aneddoto che vorresti condividere riguardo il tuo lavoro fino ad adesso?

«Io voglio semplicemente condividere la gratitudine che ho nei confronti di tutti i miei lettori, perché se non fosse per loro io non sarei nemmeno qui a parlare con te oppure appunto a firmare dediche, quindi devo moltissimo a loro che hanno apprezzato quello che faccio e riescono a vedere quello che io stessa non riesco a vedere, e quindi io ringrazio particolarmente loro e non smetterò mai di dirlo, sarò sempre felice di quello che ho avuto, che ho avuto in questi anni col fumetto».

Ottimo messaggio da lasciare. Per concludere, c’è qualche suggerimento che vorresti lasciare per qualunque aspirante fumettista?

«Allora, nella mia esperienza posso solo consigliare un aspirante fumettista di sfruttare finché possibile il web, perché io grazie al web mi sono fatta conoscere, quindi io consiglierei quello, e consiglierei anche di non abbattersi alle prime difficoltà, perché purtroppo non arriva tutto e subito e c’è veramente molto lavoro da fare anche se da fuori sembra che io abbia subito presentato e sia arrivata non è vero, perché io ho dieci anni alle spalle di studi. Quindi non mollate, continuate a lottare se è la cosa che vi piace veramente non vi arrestate adesso ma andate avanti. Siate di coccio e seguite la vostra strada se pensiate che sia quella giusta».

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