Pubblicato il: 27 maggio 2019 alle 7:00 am

Come difendere la Terra dagli asteroidi Il metodo sviluppato da una ricercatrice della Nasa grazie a un nuovo telescopio e un particolare sistema di misurazioni

di Teresa Terracciano.

Pasadena, 27 Maggio 2019 – Con soli 17-20 metri di larghezza, la meteora di Chelyabinsk ha causato ingenti danni al suolo e numerose lesioni quando è esplosa all’impatto con l’atmosfera terrestre nel febbraio 2013.

Per prevenire un altro impatto di questo tipo, Amy Mainzer e colleghi usano un modo semplice ma geniale per individuare questi oggetti vicini alla Terra (NEO, near-Earth objects) mentre si lanciano verso il pianeta.

Mainzer è la principale ricercatrice della missione di caccia agli asteroidi della NASA presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, e illustrerà il lavoro del Planetary Defense Coordination Office della NASA, all’American Physical Society April Meeting di Denver – compreso il metodo di riconoscimento NEO del suo team e come questo aiuterà gli sforzi per prevenire futuri impatti terrestri.

Invece di usare la luce visibile per individuare gli oggetti in arrivo, il team di Mainzer al JPL/Caltech ha sfruttato una caratteristica firma dei NEO, il loro calore. Gli asteroidi e le comete sono riscaldati dal sole e quindi brillano alle lunghezze d’onda termiche (infrarossi), rendendole più facili da individuare con il telescopio NEOWISE (Near-Earth Object Wide-field Wide-field Infrared Survey Explorer).

«Con la missione NEOWISE possiamo individuare gli oggetti indipendentemente dal colore della loro superficie e misurare le loro dimensioni e altre proprietà» ha detto Mainzer.

La scoperta delle proprietà dei NEO fornisce al team di ricercatori una visione di quanto sono grandi gli oggetti e di cosa sono fatti, entrambi dettagli critici per il montaggio di una strategia difensiva contro un asteroide minaccioso per la Terra.

Per esempio, una strategia difensiva è quella di “spingere” fisicamente l’asteroide lontano da una traiettoria di impatto con la Terra. Ma per calcolare l’energia necessaria per quella spinta, sono necessari i dettagli della massa del NEO, quindi le dimensioni e la composizione.

Gli astronomi pensano anche che esaminare la composizione degli asteroidi aiuterà a capire come si è formato il sistema solare.

«Questi oggetti sono intrinsecamente interessanti perché alcuni sono considerati vecchi quanto il materiale originale che costituiva il sistema solare», afferma Mainzer. «Una delle cose che abbiamo scoperto è che i NEO sono molto diversi per composizione».

«Stiamo proponendo alla NASA un nuovo telescopio, la Near-Earth Object Camera (NEOCam), per fare un lavoro molto più completo di mappatura delle posizioni degli asteroidi e di misurazione delle loro dimensioni» conclude la scienziata.

Fonte: American Physical Society

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