Pubblicato il: 2 giugno 2019 alle 8:00 am

Le città degli scrittori/2. Italia Per il secondo appuntamento vi consigliamo un itinerario letterario che dovete assolutamente conoscere, che ripercorre i luoghi vissuti e descritti da Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri

di Caterina Slovak.

Roma, 2 Giugno 2019 – In Sicilia c’è un itinerario che ripercorre i luoghi vissuti e le città amate da tanti scrittori: se siete alla ricerca di un modo alternativo per scoprire la Sicilia, c’è un itinerario letterario che dovete assolutamente conoscere, che ripercorre i luoghi descritti da importanti scrittori siciliani.

Si chiama Strada degli Scrittori, una via lunga circa 32 chilometri, ufficialmente conosciuta come Strada Statale 640 ed è dedicata a Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello e Rosso di San Secondo tra gli altri: un viaggio culturale, tradizionale e, vista la straordinaria varietà della cucina locale, anche culinario sulle tracce dei grandi romanzi che hanno preso ispirazione da questi territori meravigliosi.

“Per chi un viaggio in Sicilia non ha rappresentato un premio, o quasi il compimento di un voto? “chiede Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E allora partiamo per questo itinerario da Porto Empedocle fino a Caltanissetta, attraversando la Valle Templi e passando lungo teatri, castelli, palazzi, musei e paesaggi indimenticabili.

Tra i luoghi più iconici ricordiamo Agrigento e la sua Cattedrale, dov’è conservata la “lettera del diavolo”, il manoscritto del Seicento che di cui una copia si trova proprio nella Cattedrale: è scritta in una lingua che mescola greco, latino, arabo e alfabeto runico e l’ha ricevuta suor Maria Crocifissa, ovvero Isabella Tomasi, antenata di Tomasi di Lampedusa. Nel 2017 è stata decifrata grazie a un algoritmo da un gruppo di fisici, biologi e informatici catanesi.

Che c’è scritto? Si parla di Dio e del diavolo e una delle frasi che lo scritto recita è “Dio non esiste, la trinità è un falso, ci sono solo io”. La suora dice raccontò di aver ricevuto una lettera dal demonio in persona. Il mistero ha ovviamente spopolato all’epoca e ha affascinato anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che ne scrisse dopo una visita al monastero nel 1955.Lo scrittore visitò Palma quando ormai la sua famiglia non era più proprietaria del feudo, ma venivano ancora venerati i santi della famiglia, in particolare il Beato Giuseppe Tomasi, che il nonno dello scrittore celebrava tutti gli anni, il 5 gennaio, con una messa privata.

Lo scrittore ebbe un’accoglienza che lo impressionò moltissimo. In questo modo riscoprì le origini della sua famiglia e trasse nuova ispirazione per la stesura del suo romanzo. Al mare di Augusta si ispirò invece per il racconto La sirena.

Tra il confine del Comune di Agrigento e quello di Porto Empedocle si trova la contrada “Caos” dove sorge la casa natale di Luigi Pirandello, una casa di campagna del XVIII secolo, che ospitò la famiglia in occasione di un’epidemia di colera. Qui Luigi nacque e trascorse l’infanzia e l’adolescenza. Al suo interno sono esposti cimeli, manoscritti e fotografie relative allo scrittore.

San Gerlando, Agrigento

Fuori dalla casa, un viottolo conduce al pino pluricentenario, dove Pirandello pensava, dipingeva e scriveva e dove è attualmente sepolto in un cippo di pietra raccolto dalla Rupe Atenea. “Dominata, in vetta al colle, dall’antica cattedrale normanna, dedicata a San Gerlando, dal Vescovado e dal Seminario, Girgenti era la città dei preti e delle campane a morto” racconta Pirandello ne I vecchi e i giovani. Una delle più belle città della Sicilia: dalla parte del mare si trova la Valle dei Templi, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, importante testimonianza archeologica della civiltà greca classica, sulla collina si estende la “Città Magnifica”, l’Agrigento di oggi, uno scrigno di tesori d’arte.

Al molo di Girgenti, l’attuale area portuale di Porto Empedocle, il padre di Luigi Pirandello curava gli interessi della famiglia attraverso il commercio dello zolfo.

Poi gli ormai celebri – e presi d’assalto dai turisti – luoghi di Camilleri: la miniera di sale di Realmonte, la marina di Vigata, l’attuale Porto Empedocle. A Porto Empedocle c’è la Torre Carlo V che ha ispirato “La strage dimenticata”, mentre a Montelusa il quartiere Rabato raccontanto nel Re di Girgenti.

Una visita merita la Scala dei Turchi, una incredibile scogliera di roccia bianca, e i templi dell’area archeologica di Agrigento col meraviglioso Giardino della Kolymbetra, immerso nell’antica Akragas (come riferisce Pirandello ne I vecchi e i giovani).

Ibla, piazza Duomo

La versione televisiva dei romanzi di Camilleri è ambientata nella provincia di Ragusa: camminando per il centro storico e per quello dei paesini che la circondano, c’è subito un richiamo alle avventure che da anni appassionano milioni di italiani. Molte scene all’aperto sono state girate a Ibla, nel quartiere più antico di Ragusa, in particolare nella splendida piazza Duomo, accanto al Duomo di San Giorgio. Questa era la zona residenziale della nobiltà nel ‘700, costruita principalmente in stile barocco, divenuta anch’essa recentemente Patrimonio dell’umanità dell´Unesco.La casa blindata del pericoloso boss Balduccio Sinagra è in realtà il meraviglioso Castello di Donnafugata mentre il “commissariato” si trova in un edificio nella suggestiva Scicli.

C’è poi Noce, oasi che Sciascia considerò sempre il luogo ideale in cui ritirarsi a scrivere, tra vigneti e alberi di ulivi, limoni e mandorli. “Tutti i miei libri- ricorda- non solo sono stati scritti in quel luogo, ma sono connaturati ad esso, aI paesaggio, alla gente, alle memorie, agli affetti”.

Nel 2014 sono stati inseriti nell’elenco dei Luoghi dell’Identità e della memoria nella categoria I luoghi delle personalità storiche e della cultura alcuni siti del Comune di Racalmuto, Lu paisi di lu Sali, legati alla vita e all’opera di Leonardo Sciascia: sono la casa natale e la casa delle zie dove l’insigne scrittore trascorse gran parte della propria infanzia, il Circolo Unione, ex circolo dei nobili “o dei galantuomini, dei civili, dei don” di cui Leonardo Sciascia fu socio partecipando attivamente alle tante iniziative promosse, la Lega dei Zolfatai, strettamente correlata al mondo del lavoro nelle miniere di zolfo e di salgemma narrato da Leonardo Sciascia , il cui padre fu contabile in una miniera per la quale lavorarono anche il fratello Giuseppe ed il nonno dello scrittore.

Anche a Caltanissetta troverete molti luoghi frequentati da Leonardo Sciascia come la Biblioteca Comunale “L. Scarabelli”, che era la meta delle ricerche di quei testi che ispirarono i suoi romanzi storici. Mentre è chiuso nel 2014 lo storico bar “Bar Romano” dove Sciascia si fermava ad assaggiare paste di mandorla, cassate e taralli.

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