Pubblicato il: 9 giugno 2019 alle 8:00 am

Le città degli scrittori/3. In giro per il mondo Avete mai immaginato quale paesaggio vedessero dalla loro finestra Hemingway, Dostoevskij, Kafka? Su quali strade camminassero? Terza tappa

di Caterina Slovak.

Roma, 9 Giugno 2019 – Leggendo i più grandi capolavori della letteratura, vi è mai capitato di immaginare dove questi straordinari scrittori prendessero la loro ispirazione? Dove sono nati e cresciuti? Fortunatamente molte case natali dei più grandi scrittori di sempre sono state trasformate in musei, dando così la possibilità a chi lo desidera di visitare questi luoghi e di vivere per un giorno nelle case dove i vostri scrittori preferiti hanno vissuto.

Dopo l’Italia, è il turno di alcune località lontane, anzi, la prima lontanissima, ed è la Cuba di Hemingway.

Quando nel 1928 Ernest Hemingway sbarcò assieme alla seconda moglie Pauline e ai figli Jack e Patrick al porto de La Habana, non sapeva che sarebbe iniziata qui la sua più lunga e contrastata storia d’amore, quella con Cuba e con La Habana Vieja.

La Habana Vieja

Ogni volta che aveva bisogno di rilassarsi o di staccare dalla vita mondana era proprio nella capitale caraibica che lo scrittore veniva a trovare rifugio, attratto da due delle sue attività preferite: la pesca, che gli ispirò il capolavoro Il vecchio e il mare, e i cocktail nei bar cubani. Oggi La Habana Vieja, è un intricato labirinto di stradine che si aprono fra abitazioni spesso fatiscenti, dove palazzi dell’epoca coloniale sono affiancati da costruzioni dell’epoca socialista. Ma l’atmosfera che si respira è però unica, calda e contagiosa, col suo cuore pulsante nella Plaza de la Catedral, una piazza barocca, spagnola e coloniale, fatta di edifici a due piani con ampi portici dove ripararsi dal sole. A pochi metri lo scrittore aveva uno dei suoi punti di riferimento in città: La Bodeguita del Medio, uno dei locali più famosi della capitale e meta preferita delle serate cubane di Hemingway e di altri personaggi famosi come Pablo Neruda e Salvador Allende. Oggi La Bodeguita offre piatti caldi, mojitos ghiacciati, buona musica, tante foto e incredibili storie da bar sui tempi gloriosi de La Habana Vieja.

Fuori dall’altro locale preferito, El Floridita, si respira l’aria de La Habana Vieja con le sue bancarelle di venditori di banane e dolci fritti.

Il lungomare era un altro luogo magico per Hemingway, colorato, confusionario, pieno di gente e di musica, una pista da ballo aperta ventiquattr’ore su ventiquattro.

Un ultimo luogo che vale la pena visitare per comprendere La Habana di Ernest Hemingway è La Finca Vigia, una tenuta a qualche chilometro dalla città che Hemingway comprò nel dicembre 1940 per se stesso e la terza moglie Martha Gellhorn, dove scrisse il suo ultimo grande romanzo, Il vecchio e il mare, e visse gli ultimi momenti di felicità nonostante le ferite e le malattie riportate nei suoi avventurosi viaggi in Africa. Oggi La Finca Vigia è un museo, da dove si può godere di una magnifica vista sul mare e su La Habana, in special modo su quella Habana Vieja che fece innamorare Hemingway, dal quale lo scrittore non riusciva a separarsi nemmeno nei momenti più bui e complicati della sua esistenza.

San Pietroburgo

Passiamo in Europa per la splendida San Pietroburgo, “la più astratta e premeditata città del globo terrestre” secondo Dostoevskij. San Pietroburgo sta sul mare, ma il mare non si vede, il porto è distante. Ampi viali si alternano a stradine, dove hanno camminato poeti e scrittori, e che ritornano nei loro romanzi, da La donna di picche a Delitto e castigo. Giugno è il mese delle notti bianche, quelle di Dostoevskij. E’ un fenomeno – l’inclinazione dell’asse terrestre fa sì che il sole non scenda mai sotto l’orizzonte –  che dona alla città una luce speciale, dove la notte si fa un tutt’uno con il giorno. Originario di Mosca, lo scrittore passò buona parte della sua vita proprio a San Pietroburgo. La sua prima abitazione fu in Vladimirskij Prospekt 11, condivisa con il fratello prima e con un giovane medico poi, i cui pazienti gli fornirono ispirazione per i suoi romanzi.

Girando per San Pietroburgo ritroviamo i suoi luoghi, come Piazza Sennaja (“del fieno”, dove avveniva il mercato di foraggio e bestiame), descritta in Delitto e Castigo come una zona di grande miseria ed emarginazione; oppure ponte Kokushkin e vicolo Stolyarny delle Notti bianche.

Un altro luogo simbolo è piazza Pionerskaya, dove nel 1849 Dostoevskij lesse ad alta voce la lettera di Belinskij a Gogol’ – nella quale il critico accusava l’autore di essersi venduto allo zar e aver tradito la propria missione di letterato – una lettera che era stata bandita dalla circolazione a causa del suo contenuto altamente provocatorio e rivoluzionario. La trasgressione a Dostoevskij costò cara: si fece ben dieci anni tra lavori forzati ed esilio e rischiò anche la condanna a morte. Fu però da questa esperienza traumatica che nacque Delitto e Castigo e in parte anche l’Idiota. La casa museo si trova in Kuznecnyj Pereulok 5/2, l’ultimo dei numerosi appartamenti in cui visse Dostoevskij.

Praga ha visto vivere e lavorare molti intellettuali, poeti, scrittori. Nell’aria magica delle sue vie anche senza accorgersene si respira una vaga atmosfera letteraria. E’ la città dove Franz Kafka nacque e trascorse gran parte della sua vita, proprio nel centro di Praga, sulla piazza Staromestske e nelle strade vicine. Celetna, Dlouha, Biltova… Nel palazzo Kinsky c’era il suo liceo tedesco e nel Carolinum l’università in cui studiò le materie giuridiche.

All’interno del Castello, in via degli Alchimisti, ha lavorato a lungo in una stanza piccolissima ed angusta, e deve essere stata determinante nell’ispirazione dell’opera omonima, l’angosciante Il castello.

Praga è anche la patria di Kundera. Il regime comunista lo costrinse all’esilio in Francia, dove scrisse il suo romanzo più noto, L’insostenibile leggerezza dell’essere, scritto nel 1982 ma ambientato nel 1968, durante la cosiddetta “Primavera di Praga”.

Cafè Slavia, Praga

A Praga si possono ritrovare le atmosfere raccontate nei suoi libri. E se oggi i rapidi cambiamenti dei modelli di comportamento della società praghese non rendono tanto facile l’identificazione dei personaggi tra le vie della città, come avveniva qualche anno fa, si possono però ancora ritrovare i luoghi, i bar, i ristoranti descritti da Kundera: molte scene hanno come sfondo luoghi noti, tra cui, ad esempio, la collina di Petřín e la Città Vecchia. Nella stessa Università Carolina di Kafka Kundera ha frequentato la Facoltà di Arte, seguendo corsi in Letteratura ed Estetica, ma non si è mai laureato. Nel centro di Praga si trova il Cafè Slavia, un caffè letterario noto per essere stato il punto di ritrovo del gruppo di dissidenti Charta 77 e di numerosi artisti e intellettuali, tra cui proprio Milan Kundera.

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