Pubblicato il: 9 giugno 2019 alle 7:00 am

Quant’è ancora attuale il Galateo di Monsignor Della Casa Nell’epoca degli insulti e della volgarità gratuita sarebbe necessario ritrovare un minimo di buone maniere nei rapporti umani

di Giosuè Battaglia.
Roma, 9 Giugno 2019 – Il galateo rappresenta un compendio di regole comportamentali da tenere in un rapporto sociale conveniente e dignitoso. Quindi in ogni situazione pubblica, come in ogni momento particolare della vita dell’individuo ed anche nelle situazioni più comuni del quotidiano, esiste un modo di rapportarsi secondo norme e buone usanze.

Queste sono ben definite nell’opera originale “Galateo, ovvero de’ costumi” del 1558, di monsignor Della Casa, arcivescovo di Benevento, che è rappresentativa della civiltà rinascimentale e insegna con grazia e cordialità, le belle maniere di vivere. In questa opera, i due più significativi passi sono rappresentati da: “Uomini permalosi” e “Norme sulla conversazione” che sono di interessante e piacevole lettura perché contengono una narrazione sempre viva ed espressiva.
L’argomento di una diagnosi sul modo di comportarsi con le persone permalose e leziose, che rappresentano un peso per chi sta con loro. Ovviamente racchiude tutte le norme di una classe sociale alquanto abbiente di metà cinquecento, espressione di uno status sociale non di livello comune, ma che colgono atteggiamenti del vivere quotidiano. Così bisogna dare la massima attenzione ai permalosi perché si sentono subito urtati dalle parole e quindi bisogna trattarli col massimo riguardo, come il riverirli e salutarli, visitarli e usare certi appellativi: infatti all’inizio del Cinquecento, il titolo di “Messere” non era troppo gradito in quanto entrava in uso il più pomposo “Vostra Signoria”, importato dagli Spagnoli proprio in questo periodo.
Però tutto questo si presenta come una sudditanza perché non vi è un dialogo sereno e sembra una dipendenza dal permaloso per cui essi vanno evitati. Allo stesso modo nel trattare le Norme sulla conversazione, il Della Casa fa una lunga disamina sulle persone che non sanno tacere e vanno avanti nel discorso come una nave che spinta all’inizio, non si arresta nonostante si abbassi la vela. Questi, tanto presi dall’impeto del ragionamento, continuano a parlare anche dopo aver esaurito l’argomento e solo per continuare col linguaggio, ripetono le stesse cose dette. E’ un comportamento da evitare in quanto il “favellante” impedisce ad altri di intervenire nel discorso e questo può portare a scontri perché in quel momento scatta la molla della reazione anche fisica, dovendosi riportare tali modi alla stregua di chi interrompe una persona che sta sbadigliando o sta affermando qualcosa e viene trattenuta; così è buona regola dar parola ed ascoltare, in modo da non suscitare reazioni.
Questi due passi trattati, sono sempre validi anche nel nostro tempo, anche con sfumature diverse. Sicuramente si sono avute delle evoluzioni rispetto al galateo di Della Casa, nei costumi, nei modi di rapportarsi, ma ciò non significa che certe regole non esistono più, però lo scopo del rispetto del prossimo è sempre valido ed è alla base dei rapporti fra gli individui.
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