Pubblicato il: 17 giugno 2019 alle 8:00 am

Lungodegenza, hospice, dignità fine vita: il caso Campania Nella regione si assistono una media di circa 900 pazienti oncologici all’anno negli hospice a fronte di circa 19.000 pazienti terminali. Fondamentale aumentare i posti letto e il ruolo dell’infermiere di famiglia

di Maurizio Cappiello.

Napoli, 17 Giugno 2019 – In Campania secondo i dati estrapolati dal: Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 38 del 15 marzo 2015 e pubblicati sul vol. n. 3.2.2015 “Obiettivo dolore” si evince che sono censiti 7 Hospice con un totale di 73 p.l. che assistono una media di circa 900 pazienti oncologici, con una media di circa 120 pazienti all’anno per Hospice, questo a fronte di circa 19.000 pazienti terminali che ogni anno hanno bisogno di assistenza nel fine vita.

L’ospedale per acuti costituisce ancora il principale ambito assistenziale per i malati oncologici terminali, in media nella Regione Campania un paziente su tre vive gli ultimi giorni di vita in ospedale, anche se vi è una forte variabilità tra le diverse realtà, le cui cause vanno ricercate nelle caratteristiche anagrafiche dei deceduti (sesso, età), nelle condizioni socio-economiche (stato civile, livello di istruzione, deprivazione), nelle condizioni cliniche (sede e severità della neoplasia) e nel contesto organizzativo/assistenziale (disponibilità dei servizi di assistenza oncologica ospedaliera e domiciliare).

Cosa analoga succede anche per i pazienti affetti da problematiche di salute cronica quali: anziani, cardiopatici ipertesi, parkinsoniani, sindromi geriatriche o vittime di traumi con problematiche di salute rilevanti anche in fase post-acuta che non consente un immediato ritorno in ambiente domestico.

In Italia ed in Campania si sta assistendo ad un cambiamento demografico rilevante, i dati ISTAT al 1° Gennaio 2018 riportano che in Campania gli individui over 65 anni superano 1 milione di abitanti e non è assolutamente sufficiente il numero di 0,65 posti letto per 1000 abitanti (3610) contro una media nazionale di 0.7.

A causa di questa complessità assistenziale e della limitatezza delle risorse, il ruolo di “chi assiste” a domicilio diventa indispensabile e centrale nel processo di cura, sia per il mantenimento delle potenzialità residue, che per la prevenzione delle complicanze e per dare maggiore dignità al fine vita.

Le proposte sono: aumento dei posti letto degli hospice anche attraverso la riconversione di presidi ospedalieri dismessi o in fase di dismissione, aumento dei posti letto per la lungodegenza riequilibrando il numero alla media nazionale con almeno 0.7 x 1000 abitanti ossia 4.200 posti letto anziché 3.610,inoltre fondamentale in questo contesto assistenziale cosi complesso è il ruolo dell’infermiere di famiglia o del territoriodefinito nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con la pubblicazione di “Health21, salute per tutti nel XXI secolo” ossia di una figura che si prende cura del paziente terminale e  cronico e che sia di supporto al nucleo familiare.

Fonti: Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 38 del 15 marzo 2015,Registro tumori Campania, Dati Istat, Piano Ospedaliero 2018

* Dr. Maurizio Cappiello, Direzione Nazionale Anaao Assomed – Osservatorio Salute e Sanità – Citta di Napoli

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