Pubblicato il: 18 giugno 2019 alle 7:00 am

La nuova moda dell’estate: vacanze senza bambini Sono 800 le strutture nel mondo che hanno adottato la “No kids policy”, 52 in Italia. Per lo psicologo «La vacanza in famiglia è un momento formativo per il bambino e per i genitori»

di Guglielmo Arduini.

Roma, 18 Giugno 2019 – Secondo la nuova ricerca personalizzata di Expedia Group, per più di 8 viaggiatori su 10 in tutto il mondo, pianificare un viaggio di famiglia è un’attività collaborativa per tutta la famiglia, compresi i membri più giovani della famiglia. Tuttavia si sta diffondendo anche in Italia la “no kids policy” e sono già 52 le strutture nel nostro Paese (hotel, agriturismi, resort e stabilimenti balneari) che hanno “personalizzato” i loro servizi per offrire massimo comfort a un pubblico di soli adulti.

Così per l’estate 2019 la moda del turismo è senza bambini, “child free” precisano gli anglosassoni. Dai ristoranti agli alberghi, dalle compagnie aeree alle spiagge, i luoghi di svago proibiti ai bambini stanno riscontrando sempre più successo anche nella nostra Penisola.

Ma, a quanto pare, non è una moda priva di effetti negativi. E’ lo psicologo Stefano Benemeglio, dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it) a spiegarlo: «La vacanza in famiglia è un momento formativo fondamentale per il bambino ed è anche un’esperienza unica per i genitori – dice il dott. Benemeglio -. Nelle vacanze insieme ai bambini si creano memorie indelebili e si esce dal guscio in cui ogni giorno ci rifugiamo. È la famiglia stessa ad esporsi al cambiamento e a mettersi alla prova».

E se per i figli, il viaggio è un momento educativo e di formazione fondamentale, per gli adulti: «E’ l’occasione per riflettere, acquisire nuove competenze ed approfondire le relazioni» aggiunge Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (UPDA).

Secondo gli analogisti dell’UPDA, viaggiare con i bambini serve inoltre a stimolare il «lateral thinking», quella capacità di pensare fuori dall’ordinario, affinando la capacità di improvvisare e di affrontare gli imprevisti senza paure. «È un’occasione unica per esporsi all’insolito ed è così un momento pedagogico anche per gli adulti, nel senso che prepara a prendere decisioni e ad affrontare le sfide che la vita ci pone davanti» conclude lo psicologo Stefano Benemeglio.

«I bambini vedono le cose in modo così sorprendente e candido, ma anche intelligente, che ascoltarli e viverli quando si è in vacanza è una continua scoperta, in grado di farci vedere le cose da un’ottica completamente diversa, facendoci assaporare il tempo insieme in modo ancora più bello e più profondo» puntualizza Samuela Stano.

Eppure in Italia le strutture che hanno adottato una «no kids policy» sono almeno 52 (info strutture alla pagina web  www.aj-com.net/nokids.html), il 6,5% rispetto alle strutture presenti in tutto il globo, che sono almeno 800. «Ne abbiamo osservate ben 420 in Europa, 218 nelle Americhe, 69 perfino in Africa, 61 in Asia e 32 in Oceania» osservano gli analisti dell’UPDA.

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