Pubblicato il: 19 giugno 2019 alle 7:00 am

La musica può rendere miliardari? Risponde Shawn Corey Carter In arte Jay-z. E’ stato il primo a realizzare il sogno di ogni rapper di uscire dal ghetto e fare i “big money”

di Domenico Izzo.

Roma, 19 Giugno 2019 – Shawn Corey Carter, in arte Jay-z, leader della east-coast del rap americano, è il primo rapper miliardario. L’annuncio ufficiale lo ha dato, qualche giorno fa, la nota rivista economica Forbes, che lo ha inserito nella esigua lista dei personaggi dello spettacolo miliardari, e lo presenta al mondo come primo miliardario del mondo hip-hop.

Reduce da un tour di 48 date e attivo in musica dagli anni ’90, in effetti, miliardario lo era già da qualche anno, almeno da quando, dopo il matrimonio con la famosissima principessa del pop Beyonce nel 2008, i loro patrimoni multimilionari si erano uniti. Ma da lì a divenire da solo un uomo a 9 cifre, il passo è stato abbastanza breve.

Che mirasse la nona cifra, era insito nella sua natura di rapper, infatti, lui stesso affermava che “L’ hip-hop, sin dall’inizio, è sempre stato ambizioso”.

Ma come ha aggiunto quest’ ultimo “0” al conto in banca? La musica può rendere così ricchi?

Sir Paul McCartney, bassista e cantante dei Beatles, polistrumentista e businessman, prima di lui aveva raggiunto questo traguardo, ma la parola chiave che spiega il come è businessman.

Jay-z è, infatti, un businessman, un investitore oculato, un uomo d’affari, prima di essere un rapper.

Il portfolio

I suoi inizi umili, da spacciatore brooklyniano e gangsta rapper, ne hanno sicuramente avviato la carriera, segnando il suo stile musicale, e da allora ha accumulato 14 album finiti al numero uno delle classifiche e 22 premi Grammy, ma i veri guadagni li ha ottenuti investendo i propri soldi e, facendolo bene.

Forbes stima che, il suo portfolio miliardario, sia così diviso:

310 milioni (di dollari) vale la nota società Armand de Brignac, di cui è unico possessore;

220 milioni tra contanti e investimenti, come quello in Uber, valutato all’incirca 70 milioni; 120 milioni in immobili e opere d’arte;

100 milioni è valutata la sua azienda produttrice di cognac D’Usse, in collaborazione con il gigante delle bevande Bacardi;

100 milioni è valutato il suo investimento nella piattaforma di streaming musicale scandinava Tidal;

75 milioni è valutata la sua etichetta Roc Nation; 75 milioni in diritti d’autore per i suoi dischi.

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