Pubblicato il: 22 giugno 2019 alle 8:00 am

La Biblioteca di Stromboli cerca casa Volontari che impiegano energie per inventare e realizzare percorsi didattici, progetti formativi. La scuola in mezzo al mare è l'unica attività per i bambini sull'isola

di Arcangela Saverino.

Palermo, 22 Giugno 2019 – Il fascino delle isole dell’arcipelago eoliano è ammaliante: panorami, odori, colori che incantano e racchiudono tante storie, fatte di magia e mistero. Tra tutte le isole “sorelle”, Stromboli è la più settentrionale delle Eolie, mentre il vulcano che la sovrasta è chiamato dai suoi abitanti, gli stromboliani, Iddu (Lui, in siciliano) in riferimento alla natura divina che un tempo era attribuita ai fenomeni naturali incontrollabili: ancora oggi attivo, regala uno spettacolo suggestivo con esplosioni e lanci di lapilli. Le alte scogliere si alternano alle spiagge di sabbia nerissima; le bianche case mediterranee compaiono tra insenature e grotte; il cono vulcanico domina il mare dal colore blu intenso. In questa piccola oasi, c’è spazio anche per l’istruzione e la cultura, c’è spazio persino per la nascita di una biblioteca che, da circa otto anni, accompagna l’attività pedagogica ed educativa di fondamentale importanza per gli abitanti dell’isola. Scuola in mezzo il mare, questo il suo nome, prende forma grazie all’impegno di volontari dell’omonima associazione, per lo più genitori, per superare gli ostacoli imposti dal vivere in un’isola e il conseguente spopolamento, soprattutto nel periodo invernale. Carolina Barnao, presidente dell’Associazione, ha pensato di fornire risposte al grande problema della discontinuità educativa sull’isola con la biblioteca, che negli anni ha raccolto più di 3.500 volumi e fino all’aprile ha funzionato regolarmente, e con lezioni non convenzionali, attività extrascolastiche, laboratori di ceramica e di pesca e varie iniziative volti creare un principale centro di aggregazione per i giovani. Da un anno, però, l’impegno dei volontari ha subito una battuta di arresto perché la Curia di Messina, proprietaria dei locali utilizzati gratuitamente dall’Associazione, ha espresso la volontà di regolarizzare l’uso degli immobili con un contratto d’affitto, sebbene pare non abbia intenzione di farlo con chi ne ha usufruito fino a poco tempo fa.

«A Stromboli, oltre la scuola pubblica non c’è altro: l’isola non offre ai nostri ragazzi le stesse opportunità di svago di una città. La biblioteca e l’Associazione tentano di sopperire a tale carenza con svariate attività» racconta Barnao a neifatti.it. La chiusura di Scuola in mezzo al mare rischia di mandare in fumo tanti anni di lavoro. «Siamo molto grati alla Curia per averci ospitato gratuitamente in tutti questi anni e comprendiamo benissimo le loro ragioni, ma vorremmo solo avere delle risposte perché abbiamo chiesto di regolarizzare la nostra presenza, ma al momento sembra che nessuno abbia preso in considerazione la nostra richiesta. Chiediamo solo di tenere aperta la biblioteca, almeno fino a quando non avremo trovare una sistemazione altrove» La sospensione delle attività (solo la biblioteca è rimasta aperta fino allo scorso aprile) danneggia fortemente i bambini, per tale motivo i volontari stanno cercando nuovi locali ma ciò può richiedere molto tempo.

La Petizione

Così l’Associazione ha lanciato una petizione su Change.org (https://www.change.org/p/amici-la-biblioteca-di-stromboli-non-deve-chiudere) che in pochi giorni ha già raccolto più di 6mila firme. Nell’appello si legge “Desideriamo riaprire la porta della biblioteca, e continuare a offrire un servizio alla comunità, in attesa della nuova sede dove ci trasferiremo appena possibile. L’istruzione su una piccola isola, l’esistenza di una biblioteca in mezzo al mare, la possibilità di offrire ai nostri ragazzi stimoli nuovi e attività extrascolastiche, insieme alla passione per la storia della loro terra che cerchiamo di trasmettere grazie anche alla presenza del Museo del Cinema, sono i nostri obiettivi. Aiutaci a portarli avanti!”

«Ho quattro figli e ho scelto di farli crescere a Stromboli per tanti motivi che vanno dall’ambiente allo stille di vita isolano, ma non voglio togliere loro le opportunità di svago e gli stimoli che avrebbero altrove e che fino a poco tempo fa l’Associazione riusciva a garantire» conclude Barnao.

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