Pubblicato il: 24 giugno 2019 alle 8:00 am

Germania, la nazione degli inquilini I tedeschi preferiscono vivere in affitto anziché comprare casa. Ecco perché

di Danilo Gervaso.

Berlino, 24 Giugno 2019 – Secondo l’Istat, l’80% degli italiani vive in una casa di proprietà, spesso piccola e da ristrutturare. Gli italiani preferiscono insomma pagare anche pesanti rate di mutui pur di essere proprietari della casa in cui abitano. Sul fronte locazioni, il 18% delle famiglie paga un affitto.

Partiamo da un assunto fondamentale: il diritto all’abitazione è sancito dalla Costituzione. L’acquisto di una casa è per noi italiani una tappa fondamentale nella vita di un individuo, un momento che ha non solo una valenza economica importante, ma anche un aspetto psicologico molto forte. La casa è stabilità e certezza, ma è anche un buon investimento se si ha a disposizione un po’ di denaro.

Ma non siamo i soli: anche spagnoli, britannici e francesi sono ossessionati dalla proprietà. Spiccano, per differenze, i tedeschi: quasi il 60% della popolazione in Germania vive infatti in affitto.

Le cause di questa specificità, che in Europa trova un termine di paragone simile solo nella vicina Austria, sono molteplici. Innanzitutto vi è una ragione storica: la maggior parte delle abitazioni sono di proprietà dello stato, dei comuni o delle grandi imprese pubbliche, come Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche. Tale situazione non riguarda solo l’ex Germania dell’est, dove evidentemente tutte le case erano di proprietà pubblica. In generale, il contesto abitativo è molto più orientato da politiche pubbliche di investimento in case popolari, ormai ferme qui in Italia da anni a causa dei conti pubblici da tenere in riga.

Ma anche molte grandi aziende tedesche si dedicano all’investimento immobiliare per promuovere l’affitto al dettaglio; realtà quasi del tutto assenti in Italia, contesto nel quale è soprattutto la piccola proprietà privata a gestire il mercato delle abitazioni in locazione.

Dopo l’unificazione, ad ogni modo, si sono creati dei giganti immobiliari che gestiscono portafogli di grandi dimensioni di abitazioni in affitto. È il caso di gsw Immobilien e Deutsche wohnen, due giganti che hanno appena dato vita, tramite una fusione, a un unico colosso che gestisce 150.000 immobili.

Oltre alle ragioni storiche, esistono altre cause di questa specificità tedesca, che sono da ricercarsi, per prima cosa, nella forte economia e in secondo luogo nell’esistenza di alternative alternative al mattone per il risparmio, come i conti deposito e i prodotti finanziari.

Come funziona il rapporto d’affitto?

Affittare una casa in Germania non è esattamente come affittare una casa in Italia. Per prima cosa gli appartamenti vengono affittati vuoti, il che non vuol dire solo senza mobili, ma a volte anche senza piastrelle.

Gli affitti sono caldi o freddi (Warm o Kalt Miete): freddi significa che acqua, gas e corrente non sono inclusi nel costo mensile dell’affitto (i termosifoni ci sono). Con l’affitto caldo, invece, questi costi sono inclusi.

Per trovare casa può capitare che vi venga fatto un colloquio, sì, proprio come quando si cerca un lavoro. Molti proprietari di casa non affittano a fumatori o a chi ha degli animali, non vogliono rumori di nessun tipo, specialmente la domenica. La domenica in Germania è un giorno intoccabile. A parte i negozi chiusi, è assolutamente vietato fare rumore. Può capitare che il vicino residente al piano di sotto venga a chiedervi di spegnere l’aspirapolvere. C’è anche qualcuno a cui è andata peggio. Il nostro Ciro Immobile, trasferitosi in Germania dopo il contratto con il Borussia Dortmund, si è ritrovato la polizia in casa perché ai vicini non piaceva il rumore del suo tagliaerba.

Ma la verità è che la regola della domenica vale anche durante la settimana. Dopo le 22.00 è vietatissimo fare rumore. Compreso quello dell’acqua che scorre nella doccia: è spesso chiaramente scritto che è vietato fare la doccia di sera tardi e la mattina prima delle 7.00, ma si può anche proibire di ascoltare musica dopo le 22.00.

Bisogna poi essere preparati a domande sull’entità dello stipendio e sul datore di lavoro. Non bastano le chiacchiere: il futuro padrone di casa vorrà vedere le due ultime buste paga.

Un vantaggio da non sottovalutare però è che, nonostante i canoni di affitto in crescita negli ultimi anni (in decisa controtendenza con il nostro paese, dove si è registrato un costante calo), i prezzi delle locazioni in Germania sono più abbordabili rispetto all’Italia: un appartamento a Roma può costare in alcune zone 13,3 euro/mq a Roma nel 2014 contro un ben più ridotto 7,5 euro/mq a Berlino.

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