Pubblicato il: 1 luglio 2019 alle 8:00 am

La crisi dell’assistenza psichiatrica nelle carceri in Campania Vi è la necessità di un profondo riassetto organizzativo finalizzato ad un recupero psichico. Prioritaria l’esigenza di integrare il servizio psichiatrico penitenziario con quello territoriale

di Maurizio Cappiello *.

Napoli, 1 Luglio 2019 – L’assistenza psichiatrica nelle carceri in Campania, anche alla luce della chiusura dell’ospedale psichiatrico di Aversa, rappresenta sempre più un problema di sanità penitenziaria, la cui attenzione è poco radicata nell’agenda delle istituzioni preposte.

Vi è la necessità di un profondo riassetto organizzativo finalizzato ad un recupero psichico dei pazienti detenuti ed internati mediante l’organizzazione e la realizzazione di un servizio psichiatrico intramurario in grado di assicurare la continuità terapeutica e di lavorare, ove possibile, per una integrazione del paziente detenuto nel contesto di appartenenza.

Nell’ambito della psichiatria penitenziaria si pone da tempo come prioritaria l’esigenza di integrare il servizio psichiatrico penitenziario con quello territoriale al fine di un reinserimento sociale del soggetto ristretto.

La funzione rieducativa della pena di cui all’art. 27 della Costituzione non può attuarsi nei confronti dei detenuti psichiatrici se non coordinata con un piano di assistenza e di cura, da cui la necessità di una precoce presa in carico che permette di avviare i contatti con i servizi psichiatrici del territorio per garantire la dimissione di quei detenuti che, per cessata pericolosità con compenso psicopatologico, non hanno ragione di rimanere in carcere così come di coloro che sono ormai giunti alla scadenza della misura di sicurezza.

Favorire l’inserimento nel territorio salvaguarderebbe quei pazienti per i quali si profilano ingiustificate proroghe della misura di sicurezza ad esempio per chi non ha famiglia o quando le stesse non sono disposte ad accogliere il proprio congiunto.

Bisogna superare lo stigma del paziente psichiatrico e detenuto mettendo in atto misure di assistenza sociale fondamentali per il reinserimento sociale.

Le proposte sono essere: creazione di una rete di interventi sul territorio regionale con la precoce presa in carico alla scarcerazione ed adottare misure di integrazione sociale e lavorativa nel territorio di appartenenza.

Fonti: Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Relazione Commissione igiene e sanità del Senato 2015

* Medico del Sud

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