Pubblicato il: 8 luglio 2019 alle 8:00 am

Rifiuto e aggressività, il binomio pericoloso corre online Il rifiuto del partner in siti di incontri in rete aumenta l'aggressività degli uomini (ma non delle donne). Lo rivela lo studio di un team di ricercatori dell'Università di Genova e dell'Università di Milano-Bicocca

di Pierluca Mandelli.

Milano, 8 Luglio 2019 – Tinder, famosa app di incontri nata per facilitare la comunicazione tra gli utenti interessati a chattare tra di loro, ha circa 50 milioni di utenti iscritti, 10 milioni lo utilizzano quotidianamente, generando 1,6 miliardi di interazioni “romantiche” al giorno e 1,5 milioni di appuntamenti (in media uno o due per utente) a settimana.

E’ solo una delle applicazioni per l’online dating, che spaziano da Meetic a Badoo. Perché chi cerca l’amore e lo cerca in Rete non si affida a un’unica app, 7 utenti di Tinder su 10, hanno dichiarato di aver visitato anche altri siti e aver utilizzato altre app.

Fin qui nulla di strano.

Ma cosa provano le persone quando vengono rifiutate da un partner negli ormai sempre più utilizzati siti di incontri online? Luca Andrighetto, docente di psicologia sociale presso l’Università di Genova, Alessandro Gabbiadini e Paolo Riva, ricercatori di psicologia sociale dell’Università di Milano-Bicocca, hanno risposto a questa domanda in uno studio dal titolo “Lonely hearts and angry minds: Online dating rejection increases male (but not female) hostility”. Il loro lavoro è stato pubblicato di recente su Aggressive Behavior, una delle riviste internazionali più importanti per gli studi sull’aggressività umana.

Nel loro studio, i ricercatori hanno realizzato una finta piattaforma di incontri online in cui partner fittizi rifiutavano le richieste di interesse espresse dai partecipanti, non consapevoli dei veri scopi dello studio. In realtà, il comportamento dei partner fittizi era gestito da uno algoritmo automatico.

«Le statistiche ci dicono che le applicazioni di incontri sono fra le più scaricate dagli store online – Alessandro Gabbiadini, ricercatore di psicologia sociale presso Milano-Bicocca, commenta così la metodologia utilizzata in questo studio -. Ci è sembrato interessante verificare quali fossero le conseguenze a livello psicologico di questo tipo di applicativi, ma per farlo abbiamo dovuto sviluppare una piattaforma digitale che ci permettesse di controllare gli scenari di utilizzo. Il risultato è andato oltre le aspettative, al punto che tale piattaforma è ora in fase di validazione per condurre nuovi studi in questo settore ancora inesplorato».

I risultati hanno rivelato che i partecipanti maschi che erano stati respinti dalle partner fittizie proposte dalla piattaforma, riportavano un aumento significativo delle tendenze aggressive sia verso le stesse partner proposte dalla finta piattaforma, sia verso il genere femminile in generale. Ad esempio, quando rifiutati, sembravano essere maggiormente propensi ad accettare le credenze che giustificano le molestie sessuali verso le donne. Invece, per le partecipanti donne che venivano rifiutate dai partner di genere maschile fittizi, tale aumento dell’aggressività non emergeva.

»Oltre a indagare per la prima volta le reazioni psicologiche delle persone durante le interazioni in ambienti virtuali come siti di incontri – sottolinea Luca Andrighetto, docente di psicologia sociale presso l’Università di Genova –  il nostro studio evidenzia come il rifiuto sentimentale possa essere un antecedente peculiare dell’aggressività maschile verso le donne. Questo risulta particolarmente rilevante nella società interconnessa in cui viviamo oggi e nella quale la violenza di genere è purtroppo, ancora una realtà».

Già nel 2018, il magazine FoxLife aveva affrontato, sotto un altro aspetto, il tema del rifiutosulle app di incontri: “Essere rifiutati stimola la stessa parte del cervello che elabora il dolore fisico, come ha sottolineato uno studio della rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences: il rifiuto sociale e il dolore fisico sono simili non solo perché entrambi sono angoscianti ma in quanto condividono una rappresentazione comune anche nei sistemi cerebrali somatosensoriali”. Aggiungendo che, secondo un altro studio, chi usa con frequenza le app per gli appuntamenti può essere anche soggetto con più facilità a depressione.

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