Pubblicato il: 10 luglio 2019 alle 8:00 am

Nascere in Germania. E in Italia Due realtà a confronto per un momento delicato e importante nella vita di ogni donna

di Marina Monti. 

Berlino, 10 Luglio 2019 – No, non stiamo parlando del destino, della fortuna o meno di nascere in un paese piuttosto che in un altro, ma semplicemente del parto.

La nascita di un figlio è un momento unico, intimo e speciale per tutte le donne, un’esperienza complessa animata da differenti e intensi vissuti. E’ una tappa, un momento di passaggio, che ogni donna ha sentito e immaginato forse fin da bambina, e la scelta del luogo e delle modalità dell’evento possono presentarsi come la prima vera responsabilità della coppia, che si trova davanti a scelte impegnative.

Chi ha vissuto questa esperienza sa cosa aspettarsi, ma quanto è diversa in Germania?

Per chi ci lavora (molti giovani medici italiani), se si parla dei due sistemi sanitari a confronto, si può dire che a livello di competenze mediche le due realtà si equivalgono: in Italia abbiamo grandissime eccellenze, ma certamente le strutture e le tecnologie sono molto più avanzate in Germania, poiché non c’è crisi ed è più facile gestire le risorse economiche per migliorare l’efficienza e la qualità degli ospedali.

La differenza sta piuttosto nel modo di vivere la gravidanza: in Germania c’è un’attenzione per la donna straordinaria: a cominciare dall’assistenza ostetrica ma anche psicologica al parto assicurato da un’ostetrica, la Hebamme, punto di riferimento anche nei mesi successivi. L’ostetrica viene a casa, è reperibile a qualsiasi cosa, così da evitare anche visite ospedaliere o ambulatoriali che molte volte sono un inutile scrupolo, esegue i controlli ginecologici (più che in Italia). A partire dal sesto mese le visite ospedaliere comprendono anche le indagini ecografiche effettuate nello stesso studio medico.

Poi c’è la possibilità di discutere circa sei settimane prima del parto con la clinica in cui si decide di partorire delle diverse esigenze, delle volontà della donna e del partner durante il parto, così da non trovarsi davanti degli estranei quando arriva il momento.

Le sale parto sono concepite come spazi in cui la donna è libera di muoversi, di camminare, di assumere diverse posizioni, e fornite di vasca da bagno per eventuale parto in acqua. In Italia generalmente si arriva in ospedale al momento cruciale, e il personale applica il protocollo convenzionale a prescindere da chi ha di fronte, senza pensare a cosa farebbe sentire più a suo agio una donna in quei delicati momenti, non solo fisicamente. Dopo il parto la donna si rivolge alle strutture ospedaliere solo se necessario o solo se l’ostetrica lo richiede.

Altro punto dolente: in Italia si fanno troppi parti cesarei, la metà ingiustificati secondo l’Oms che ha più volte bacchettato l’Italia. Mettere al mondo un figlio è uno degli eventi più naturali del mondo, che rischia sempre più di diventare una fredda procedura medica. Troppo spesso, infatti, si ricorre al bisturi e ai farmaci per accelerare e facilitare il parto. In questo campo purtroppo l’Italia detiene il triste primato europeo, mentre addirittura alcune regioni del Sud il primato mondiale! L’eccessiva medicalizzazione del parto e l’uso indiscriminato del cesareo è evidente soprattutto se si vanno a guardare i dati che riguardano i tagli cesarei: secondo l’Oms, 160mila sarebbero inutili, con uno spreco di denaro pari a circa 156 milioni di euro e una media del 35%. In Germania la media del 30%, e a Berlino solo del 28%.

Tutte le visite sono coperte dalla Krankenkasse (la mutua tedesca) ad eccezione della translucenza nucale con il bi-test e le analisi aggiuntive che vengono eventualmente richieste dalla paziente. Sempre in ospedale si può richiedere la Familienzimmer, una camera al costo di circa 80 euro al giorno, quota comprensiva del vitto anche per la persona che soggiorna con la paziente, tre pasti al giorno), che garantisce privacy e qualche comodità in più, come il bagno privato, la televisione, un letto matrimoniale e delle poltrone reclinabili ottime per l’allattamento.

Inoltre, nelle aree comuni del reparto sono disponibili bottiglie d’acqua, cioccolatini, acqua calda, caffè e infusi per tisane e té.

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