Pubblicato il: 14 luglio 2019 alle 7:00 am

Storia triste del conformista, l’individuo che rinnega se stesso per piacere agli altri Gli psicologi e gli antropologi mettono in evidenza i diversi aspetti di questo atteggiamento, sottolineando che esso è un modo che nasce dall’obbedienza e dall’imitazione

di Giosuè Battaglia.

Roma, 14 Luglio 2019 – Ormai tutti noi seguiamo un atteggiamento tendente all’allineamento ai diversi comportamenti, che ci guidano nei vari campi di usi, costumi, idee e fino al modo di pensare. Ognuno di noi si adegua, adattandosi al mondo complessivo della maggioranza, senza essere in grado di esprimere una propria opinione, una estrinsecazione del suo modus vivendi. Ecco allora il conformista, colui che ha una certa paura nel mostrarsi fuori dell’allineamento dei modi comuni, perché ha paura di ritrovarsi da solo e quindi emarginato, non si esprime nel sociale con propri modi di essere, di pensare.

Gli psicologi e gli antropologi mettono in evidenza i diversi aspetti del conformismo, sottolineando che esso è proprio un modo che nasce da concetti quali l’obbedienza, l’imitazione, la volontarietà, per cui tutto nasce da una socializzazione nella quale l’individuo nei rapporti coi suoi simili, si deve attenere a certe regole che normano la vita. E allora tutti abbiamo una dipendenza dall’atteggiamento conformista, cerchiamo di imitare ogni volta ciò che è il pensiero dominante e ci atteggiamo a seguire gli usi e il modo di fare della maggioranza. Esprimiamo nostre idee quando siamo nel gruppo ristretto, ad esempio della famiglia, ma poi all’esterno ci adeguiamo a quanto la società ci impone attraverso un fiume corrente di modi di fare e che ci allinea ai più. Specialmente nel mondo attuale, siamo trasportati d un conformismo dei mass media, attraverso i mezzi di comunicazione che sono veicoli di idee atte a convincere il destinatario e quindi a veicolarlo verso il pensiero prevalente. Molti vengono travolti dal pensiero e dall’atteggiamento maggioritario, in quanto temono l’isolamento, l’emarginazione che mette in disparte chi va in direzione opposta. Allora ecco che subentra ancora una volta il pensiero Pirandelliano che l’individuo ha una maschera per ogni momento e situazione della su vita; una maschera che recita a secondo del momento. Ognuno abbandona il proprio “Io” per conformarsi al momento per paura che l’estrinsecare il proprio sentire, potrebbe mettere tutto in pericolo.

A tal proposito si può ben far ricorso a una frase metaforica napoletana: «Quello è un individuo che corre come corre ‘a lava», per indicare che quell’individuo si comporta come si comporta la maggioranza. Ma nella realtà è proprio il modo di pensare di ognuno che fa la differenza dall’altro; è proprio il diverso comportamento che arricchisce il pensiero dell’altro. Così vi sono quelli che rifiutano i comportamenti prevalenti, esprimendosi con atteggiamenti liberi, secondo un proprio modo di pensare che è slegato da ogni vincolo: “L’anticonformista”.

Egli è rappresentato da un individuo “libero” da ogni condotta comune perché in lui vi è il raggiungimento di una certa responsabilità nell’intendere che gli da la sicurezza della propria personalità. E’ la personalità non è altro che l’espressione libera della propria capacità nel perseguire una certa dirittura di vita come la si può riscontrare in quegli individui che danno libera espressione di se stessi nel contesto in cui si muovono (studiosi, pensatori). Siamo stati creati differenti nell’agire e nel pensare, appunto per arrivare poi ad una certa simbiosi nel delineare, nel modo migliore, il percorso della vita.

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