Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 7:00 am

L’evoluzione della casa: dalla caverna al focolare domestico tutto il vissuto del genere umano In principio gli uomini cercavano un riparo alle intemperie, poi arrivarono le palafitte, le pietre e i mattoni. Infine l’abitazione si trasformò nel luogo della coesione familiare, ma anche di tante nefandezze

di Giosuè Battaglia.

Roma, 28 Luglio 2019 – Senza troppo calarsi nella storia della casa e citando solo alcuni passaggi delle evoluzioni avute in questo campo, iniziamo col dire che l’uomo sentì il bisogno del riparo quando si accorse che l’esposizione all’intemperia gravava sul suo corpo e non solo, ma anche per trovare rifugio alle mille insidie cui era esposto, come gli attacchi da belve o addirittura da parte dei suoi simili. Ecco allora un primo rifugio: la caverna, poi si passò alle palafitte e poi ai nuraghi, prime case in pietra che si trovavano in Sardegna nel secondo secolo a. C., poi i romani usarono i mattoni (già in uso presso gli Assiri e i Babilonesi, per costruire abitazioni dei nobili), spingendosi alla costruzione di “insule” di quattro o cinque piani. Da qui, via via, le case furono sempre più affinate con nuovi metodi in modo da offrire le più ampie comodità a chi vi abitava e a oggi in continua evoluzione. Gli abitanti delle case non trovano solo un rifugio da problemi dovuti all’ambiente, ma la casa rappresenta un luogo dove l’individuo trova un rifugio sociale in continua evoluzione e che rappresenta un riparo alle molteplici vicissitudini che la vita offre costantemente a ognuno.

Nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo vengono sancite la sicurezza legale del possesso; la disponibilità di servizi, materiali, strutture e infrastrutture; l’accessibilità; l’abitabilità; l’adeguatezza della posizione e della culturale. Quindi la casa rappresenta il rifugio, il riparo, ma allo stesso tempo essa è un luogo che rappresenta il legame, il valore, il calore per una famiglia, ma anche per il singolo individuo. Essa deve essere vista non solo quale luogo materiale, ma luogo di coesione umana dove vengono custoditi i valori, gli affetti. In molti paesi, la casa rappresenta il primo ostacolo per l’autonomia delle persone. Il problema casa è molto sentito, a causa di diverse motivazioni come il fatto economico al quale si potrebbe ovviare con alloggi messi a disposizione dallo Stato a condizioni economiche agevolate per cittadini meno abbienti. Purtroppo, però nelle mura domestiche si celano talvolta intrighi, malaffare messi in atto da apparenti famiglie per mascherare la vera attuazione di cose distorte. Avvengono atti di sottomissione, di violenze che molte si mascherano con una finta apparizione all’esterno, infatti quando si scoprono certi fatti che avvengono tra le mura domestiche, spesso le persone dichiarano che gli attori di misfatti erano brave persone, sempre gentili e dediti a comportamenti umanitari.

La casa ha subito diverse evoluzioni, non solo in fatto di ambienti, ma anche dal punto di vista della costruzione, infatti nel periodo del boom edilizio si è visto il crescere di interi condomini, agglomerati urbani, dove ognuno è rinchiuso nel proprio appartamento senza altri contati con i propri vicini; addirittura non si conoscono gli altri abitanti dell’edificio. Del resto, l’evoluzione dei tanti ritmi della vita, hanno relegato sempre di più le persone fra le quattro mura. La vita quotidiana non si svolge più in un ambiente comunitario dove tutti si conoscevano e si sapeva di ognuno, del loro comportamento, del proprio approcciarsi verso gli altri. Era bello vivere una volta in palazzi dove tutti gli abitanti si soccorrevano, dove si trovava aiuto a superare ogni ostacolo, perché tutti erano propensi ad aiutare, è vero che anche allora esistevano invidie e intrighi, ma almeno si aveva la possibilità di conoscere il proprio “avversario”.
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