Pubblicato il: 5 agosto 2019 alle 8:00 am

Dai primi passi sulla luna le notizie sulla sua veneranda età La luna è più vecchia di quanto precedentemente creduto. Lo rivela uno studio dell'Università di Colonia

di Teresa Terracciano.

Colonia, 5 Agosto 2019 – Un nuovo studio condotto dagli scienziati dell’Istituto di Geologia e Mineralogia dell’Università di Colonia ha riportato l’età della Luna a circa 50milioni di anni dopo la formazione del sistema solare. Dopo la formazione del sistema solare, 4,56 miliardi di anni fa, la Luna si è formata circa 4,51 miliardi di anni fa. Il nuovo studio ha così determinato che la Luna è significativamente più vecchia di quanto creduto, precedenti ricerche avevano stimato che la Luna si fosse formata circa 150 milioni di anni dopo la formazione del sistema solare. Per ottenere questi risultati, gli scienziati hanno analizzato la composizione chimica di una vasta gamma di campioni raccolti durante le missioni Apollo.

Il 21 luglio 1969, l’umanità ha mosso i primi passi su un altro corpo celeste. Nelle loro poche ore sulla superficie lunare, l’equipaggio dell’Apollo 11 raccolse e riportò sulla Terra 21,55 kg di campioni. Quasi esattamente 50 anni dopo, questi campioni stanno ancora insegnandoci gli eventi chiave del primo sistema solare e la storia del sistema Terra-Luna. Determinare l’età della Luna è importante anche per capire come e in quale momento si è formata la Terra, e come si è evoluta all’inizio del sistema solare.

Questo studio si concentra sulle firme chimiche di diversi tipi di campioni lunari raccolti dalle diverse missioni Apollo. «Confrontando le quantità relative di elementi diversi nelle rocce che si sono formate in tempi diversi, è possibile sapere come ogni campione è correlato all’interno lunare e alla solidificazione dell’oceano di magma» dice il dottor Raúl Fonseca dell’Università di Colonia, che studia i processi verificatisi all’interno della Luna in esperimenti di laboratorio insieme al suo collega dottor Felipe Leitzke.

La Luna si è probabilmente formata all’indomani di una collisione gigantesca tra un corpo planetario delle dimensioni di Marte e la prima Terra. Nel corso del tempo, la Luna si è accumulata dalla nube di materiale fatto saltare nell’orbita terrestre. Il neonato satellite era coperto da un oceano di magma che, raffreddandosi, formava diversi tipi di rocce. Queste rocce hanno registrato informazioni sulla formazione della Luna e si trovano ancora oggi sulla superficie lunare, come afferma il dottor Maxwell Thiemens, ex ricercatore dell’Università di Colonia e autore principale dello studio. Il dottor Peter Sprung, co-autore dello studio, aggiunge: «Tali osservazioni non sono più possibili sulla Terra, poiché il nostro pianeta è stato geologicamente attivo nel tempo. La Luna offre quindi un’opportunità unica di studiare l’evoluzione planetaria».

Gli scienziati di Colonia hanno usato la relazione tra gli elementi rari afnio, uranio e tungsteno come sonda per capire la quantità di fusione che si è verificata per generare le regioni nere sulla superficie lunare. Grazie ad una precisione di misura senza precedenti, lo studio ha potuto identificare tendenze distinte tra le diverse serie di rocce, il che ora permette una migliore comprensione del comportamento di questi elementi rari e fondamentali.

Lo studio dell’afnio e del tungsteno sulla Luna sono particolarmente importanti perché costituiscono un orologio radioattivo naturale dell’isotopo afnio-182 che si trasforma in tungsteno-182. Questo decadimento radioattivo è durato solo per i primi 70milioni di anni del sistema solare. Combinando le informazioni di afnio e tungsteno misurate nei campioni di Apollo con le informazioni provenienti da esperimenti di laboratorio, lo studio scopre che la Luna ha iniziato a solidificarsi già 50milioni di anni dopo la formazione del sistema solare. Questa informazione sull’età significa che qualsiasi impatto gigantesco doveva verificarsi prima di allora, il che risponde a una domanda molto dibattuta dalla comunità scientifica riguardo a quando si è formata la Luna, secondo il prof. Carsten Münker dell’Istituto di Geologia e Mineralogia dell’UoC, autore senior dello studio.

Conclude Maxwell Thiemens: «I primi passi dell’umanità su un altro mondo esattamente 50 anni fa hanno consegnato campioni che ci permettono di capire i tempi e l’evoluzione della Luna e di conseguenza della Terra».

Fonte per approfondimenti: Maxwell M. Thiemens, Peter Sprung, Raúl O. C. Fonseca, Felipe P. Leitzke, Carsten Münker. Early Moon formation inferred from hafnium–tungsten systematics. Nature Geoscience, 2019; DOI: 10.1038/s41561-019-0398-3

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