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Pronto Soccorso, si passa al sistema dei 5 codici

di Giulio Caccini.

Roma, 5 Agosto 2019 – Rosso, Arancione, Azzurro, Verde, Bianco. Ecco i colori, con codici numerici associati, per la gestione del pronto soccorso da parte delle Regioni che cambia, di fatto, l’assetto dei servizi ma soprattutto l’approccio nelle strutture di emergenza.

Con il nuovo, recente, Accordo Stato-Regioni si realizza un cambiamento definito importante sulla base di tre obiettivi fondamentali: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni”.

A sottolinearlo è stato Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, commentando il via libera alle Linee di indirizzo nazionali sul Triage Intraospedaliero, sull’Osservazione Breve Intensiva e quelle per lo sviluppo del Piano di gestione del sovraffollamento in Pronto Soccorso.

“Qualcuno ha parlato di ‘rivoluzione’, ma credo si tratti semplicemente di una evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune Regioni. C’è stato un intenso lavoro Stato-Regioni – ha concluso Bonaccini – che ha portato a questi testi condivisi in cui sono state recepite molte delle indicazioni fornite dai tecnici e dagli esperti delle Regioni”.

Sergio Venturi, Coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha aggiunto: “L’Accordo Stato-Regioni è positivo soprattutto perché allinea l’Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi a livello internazionale, perché considera la presa in carico della persona nella sua interezza, partendo proprio dalla necessità di una maggiore attenzione all’umanizzazione della cura e infine perché pone le basi per ridefinire e valorizzare il ruolo della medicina d’emergenza-urgenza e delle strutture dei Pronto soccorso”.

“Cambia la codifica – ha poi spiegato Venturi – nell’accettazione, sono previsti codici numerici da 1 a 5 a cui le Regioni potranno associare un codice colore:

1 – Rosso per un’emergenza che necessita di un accesso immediato;

2 – Arancione per urgenze che vanno gestite entro brevissimo tempo;

3 – Azzurro per interventi che vanno gestiti entro un’ora;

4 – Verde per urgenze minori da gestire entro due ore;

5 – Bianco per interventi non urgenti da gestire entro quattro ore.

E’ naturalmente previsto un periodo di transizione di 18 mesi e si punta a una migliore organizzazione delle aree e degli spazi, distinguendo, nell’ambito della presa in carico, un’area di osservazione breve e intensiva che comporti, oltre all’osservazione clinica, una terapia a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici. Uno strumento pensato anche per ridurre ricoveri inappropriati e per aumentare la sicurezza delle dimissioni dal Pronto soccorso, ma che per funzionare avrà bisogno di una dotazione organica adeguata e una posizione adiacente ai Pronto soccorso”.

Per Venturi, comunque, “la vera scommessa è delineata nel piano per gestire il sovraffollamento fondato su una interazione funzionale fra ospedale e territorio con una definizione dei ruoli e delle reti sia ospedaliere che territoriali. Il modello proposto è quello “hub & spoke”, con la conseguente classificazione delle strutture ospedaliere in funzione della diversa complessità clinico-assistenziale, differenziando i presidi ospedalieri in sedi di Pronto Soccorso, DEA di 1° livello e DEA di 2° livello.

Un modello che per alcune malattie complesse e in alcune Regioni del Paese è già una realtà.

Sono circa due milioni gli italiani che ogni anno ricorrono al pronto soccorso. L’introduzione del nuovo sistema (5 colori in sostituzione del precedente basato su 4 colori) individua anche dei tempi massimi di attesa che andranno dai 15 ai 240 minuti (i casi più urgenti con il codice 1 prevedono l’accesso immediato).

Nell’attesa di testare le novità introdotte dal nuovo sistema nella gestione delle emergenze, bisognerà fronteggiare un altro tema urgente e delicato che è quello dei precari nella sanità e della mancanza di personale.  Secondo l’Anaao Assomed, la principale sigla che rappresenta i camici bianchi, al 2025 a causa delle uscite per pensionamenti aumentate con Quota 100, mancheranno oltre 4200 medici d’emergenza-urgenza.

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