Pubblicato il: 9 agosto 2019 alle 7:00 am

Parte il progetto ‘navigator’ tra interrogativi e speranze Dal colloquio ai percorsi formativi mirati, ecco cosa prevede l'iter per questa nuova figura annunciata come una rivoluzione nel mondo del lavoro

di Guglielmo Arduini.

Roma, 9 Agosto 2019 – La figura del navigator è stata annunciata come una sorta di “rivoluzione” nel mondo del lavoro: queste, quantomeno, sono state le parole del vicepremier Luigi Di Maio in occasione del “kick-off”, l’evento con cui questi nuovi professionisti sono stati accolti ed avviati al loro percorso di formazione.

È sicuramente raro che una figura professionale goda di un richiamo mediatico così cospicuo, d’altronde la cosa non stupisce, se si considera che è stata istituita per la prima volta.

Ma che cosa andrà a fare, esattamente, il navigator?

Rispondere a questo quesito non è semplice proprio perché, come detto, si sta parlando di una figura completamente nuova, tuttavia quantomeno il quadro generale sembra essere abbastanza nitido.

Anzitutto il navigator dovrà effettuare un colloquio con i percettori del Reddito di Cittadinanza che gli verranno assegnati: sono proprio loro, infatti, le figure che dovranno essere affiancate e guidate verso il reinserimento lavorativo.

Il navigator guiderà la persona nell’effettuazione della cosiddetta DID, dichiarazione di immediata disponibilità, salvo ovviamente i casi di esonero, inoltre dovrà proporre alcuni percorsi formativi mirati.

I corsi in questione, è utile sottolinearlo, non saranno organizzati dal centro per l’impiego in senso stretto: il navigator potrà far riferimento anche a società esterne specializzate, come ad esempio www.puntonetformazione.com, e questo amplierà non poco le opportunità da considerare.

La fase “clou” di questo progetto corrisponde nel proporre al percettore del Reddito delle concrete proposte di lavoro.

La legge prevede che il navigator suggerisca fino ad un massimo di 3 proposte e al rifiuto della terza si perde definitivamente il diritto al sussidio; il realtà è bene accettare “al volo” la prima proposta, dal momento che quelle successive possono essere meno agevoli dal punto di vista della distanza tra l’abitazione e il luogo di lavoro.

Sarà sicuramente questo l’aspetto più critico di questo nuovo progetto: è cosa nota il fatto che la domanda di lavoro sia piuttosto scarsa in Italia, soprattutto al Sud, di conseguenza non sarà affatto semplice presentare delle opportunità lavorative ai percettori del Reddito.

Da questo punto di vista possono sicuramente rappresentare una marcia in più gli interessanti incentivi che lo Stato ha previsto per le aziende che assumono percettori di Reddito di Cittadinanza, ciò tuttavia ha un’implicazione, ovvero l’eventualità che possano essere penalizzati in modo rilevante i cittadini che non sono percettori di questo sussidio ma che hanno comunque una forte esigenza di trovare un lavoro.

Restano, inoltre, alcuni nodi da sciogliere, come ad esempio quello relativo ai navigator campani: le figure che hanno concorso per questa ragione, infatti,  sono ancora in stand by, dal momento che l’amministrazione regionale non ha ancora firmato la convenzione con Anpal, ovvero appunto la società che contrattualizza i navigator, e non sembra intenzionata a farlo.

Non è sicuramente il caso, per il momento, di sbilanciarsi in critiche o elogi nei confronti di questo progetto: saranno sicuramente necessari alcuni mesi per comprendere se tale meccanismo saprà offrire dei risultati apprezzabili.

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