Pubblicato il: 11 agosto 2019 alle 7:00 am

Turismo: tutti pazzi per l’Appennino Nei primi sei mesi un aumento del 4,8% di arrivi e più 9,7% le presenze rispetto al 2018. Si punta sul binomio montagna-cultura

di Marina Monti.

Bologna, 11 Agosto 2019 – Che le aree montane italiane rappresentano una preziosa risorsa per il settore turistico e per lo sviluppo economico, è un concetto ormai acclarato e che negli ultimi decenni è stato ampiamente accettato dagli operatori e dalle istituzioni; il consolidamento del turismo montano è avvenuto nel XX secolo, con la consacrazione del turismo di villeggiatura, il boom economico ed edilizio e lo sviluppo in chiave turistica di paesi e valli di montagna. Con il XXI secolo il turismo montano sta mutando le sue caratteristiche.

E i frutti si vedono. Come nel caso del turismo in appennino. Il periodo gennaio-giugno 2019 si chiude positivamente per alberghi, ristoranti e strutture della montagna con una crescita, rispetto all’anno scorso, del 4,8% degli arrivi e del 9,7% delle presenze. In totale gli arrivi nei primi sei mesi dell’anno sono stati 164.500 e 752.500 le presenze.

Secondo i dati provvisori gennaio-giugno forniti dall’Osservatorio sul turismo dell’Emilia-Romagna, in appennino cresce la clientela italiana – che rappresenta l’86% dei vacanzieri appenninici – di +6,4% per gli arrivi e +10,6% (616mila) per le presenze rispetto al 2018. Anche gli stranieri scelgono l’appennino per le loro vacanze sia in estate che in inverno: le presenze internazionali salgono infatti del 5,8% (136.500), mentre sono in lieve contrazione gli arrivi (meno 2,9).

Complessivamente il settore delle vacanze in appennino, tra parchi avventura, giornate all’insegna dello sport, turismo lento in natura con i percorsi devozionali e la Via degli Dei, escursioni a piedi, in bici, in barca e a cavallo, degustazioni, lezioni e laboratori negli agriturismi, pesa sul comparto generale del turismo in Emilia-Romagna per un 3,9% con circa 2,4 milioni di presenze (dati 2018).

“Un settore, quello dell’appennino – commenta l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini – che offre esperienze uniche tra paesaggi, enogastronomia, cultura ed escursionismo, all’insegna di quel turismo slow che attrae sempre più persone. I dati di questi primi sei mesi 2019 sono positivi e migliorano quelli del 2018 sulla scia del record di afflusso turistico complessivo che sta per superare la soglia dei 60 milioni di presenze (+4,7%) e arrivi (+7%) nell’intera Emilia-Romagna”.

“Tra gli strumenti di valorizzazione della montagna occorre puntare sul binomio turismo e cultura – prosegue Corsini – un patrimonio di cui l’Italia è ricchissima e che ne definisce l’identità; come ad esempio un appuntamento che ‘leghi’ assieme attrattività di paesi e borghi di montagna e iniziative culturali di richiamo: un grande festival dell’Appennino  che preveda tappe con appuntamenti musicali e culturali internazionali: un’occasione per conoscere la bellezza diffusa del territorio con lo scopo di creare un legame tra cultura, spettacolo, attrattività turistica e sviluppo”.

Nell’ambito della strategia della Regione per sostenere il turismo in appennino ci sono i finanziamenti Por Fesr  2014-20 pari a tre milioni di euro e destinati a 32 attività ricettive e culturali, pubblici esercizi, gli oltre 8 milioni di euro  indirizzati agli enti pubblici per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali in zona montana, e l’attività delle destinazioni turistiche che hanno l’obiettivo di sviluppare iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e sostenere azioni promo-commerciali realizzate dagli operatori privati.

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