Pubblicato il: 17 agosto 2019 alle 7:00 am

«Strada del voto la più giusta. Scorciatoia figlia della paura, sarebbe regalo a Salvini» Intervista a Marco Di Lello, fino al 2018 deputato (prima Misto poi Pd) e segretario della Commissione Parlamentare Antimafia. «Se accedessimo alla proposta di Renzi faremmo un favore enorme a Salvini»

di Marzio Di Mezza.

Roma, 17 Agosto 2019 – Marco Di Lello, 49 anni, nel gennaio 2018 ha lasciato la politica attiva. Socialista da sempre si definisce un “semplice elettore militante del Pd”. Giovanissimo assessore regionale fino al 2008, poi vicesegretario nazionale del Psi, infine segretario della Commissione Antimafia, per cui ha firmato l’indagine che portò alla condanna della Juventus per i rapporti con la Ndrangheta. Oggi è tornato ad essere un avvocato affermato.

Avvocato Di Lello, da alcuni giorni la pagina FB di Socialisti & Democratici da lei fondata ha ripreso una piena attività con la pubblicazione di post da migliaia di visualizzazioni.

«In questi 18 mesi ho ripreso un rapporto con la vita reale e familiare cui la Politica finisce inevitabilmente ad allontanarti. Ed un punto di vista diverso è senza dubbio molto utile. Quando la leggi da fuori, la politica, non sei condizionato dal tuo destino futuro. Anche per questo comprendo alcune dichiarazioni di parlamentari figlie del timore per la propria sorte, ma oggi la posta in palio è troppo grande per cedere alle paure. E da elettore sono contento che a guidare il Pd ci sia una persona equilibrata come Zingaretti, che conosco dai tempi della federazione giovanile».

Ha rilanciato, di recente, un testo di Emanuele Macaluso: “E’ l’ora del combattimento non dei giochetti”.

«Credo davvero che ci sia un rischio democratico: in questi giorni sto finendo di leggere l’ultima opera di Antonio Scurati, Il Figlio del secolo (Premio Strega 2019) e le analogie con l’Italia di un secolo fa sono davvero preoccupanti. Oggi non è solo un problema di linguaggio ma c’è una cultura dell’intolleranza che sembra radicarsi sempre più. Se un Lido a Chioggia vieta l’ingresso ad un ragazzo italiano dalla pelle scura, se a Napoli una baby gang si diverte a massacrare un immigrato, se si insulta un disabile responsabile del fermo di un ascensore per adeguarne la portata, se addirittura la Juventus arriva a vietare la vendita dei biglietti a chi è nato a Napoli significa che davvero gli anticorpi stanno perdendo efficacia nel ventre molle del paese.

Rino Formica nei giorni scorsi si chiedeva, scettico, se oggi è possibile “mobilitare la forza democratica dell’opinione pubblica in presenza di leaders politici deboli e screditati”. Io credo che dobbiamo provarci. Fino in fondo. Senza cedere alla paura né cercare scorciatoie, come pure ci ammonisce dal fare una personalità come Emanuele Macaluso».

Zingaretti dice “Teniamoci pronti al voto”…

«Continuo a pensare che la strada del voto sia la più giusta, anche se mi sforzo di comprendere le ragioni di chi dice “proviamo a vedere se ci sono le condizioni per una maggioranza politica in Parlamento”. La crisi di questi giorni certifica l’inettitudine, l’egoismo, l’incapacità del duo Salvini-Di Maio. Esistono alternative? È possibile costruire un’alleanza Pd/M5S? Io credo che i grillini, che fino a ieri ignobilmente gridavano contro il partito di Bibbiano non debbano chiedere scusa a noi ma al paese per tanti motivi: aver approvato i Decreti sicurezza di Salvini, aver consentito l’uso del Trojan sempre e comunque e, concretizzando dopo 70 anni la funerea previsione di George Orwell in “1984”, aver statuito una prescrizione senza fine, creato un incentivo al non lavoro come è oggi il Reddito Minimo di Cittadinanza, aver bloccato decine e decine di opere pubbliche, come se non bastasse la burocrazia a rallentarne la realizzazione, alzato i limiti di utilizzo dei pesticidi, e potrei continuare a lungo. Ecco, una maggioranza Pd/M5S dovrebbe partire da qui, dal cancellare le scelte folli di quest’anno. È realistico? Ho più di un dubbio. Ma vediamo. .Se avessimo acceduto alla proposta del Senatore Renzi, sbagliata nei modi nei tempi e nei contenuti e quella si, figlia della paura, di un governicchio di pochi mesi avremmo fatto un regalo enorme a Salvini…».

Intanto proprio Salvini fa dietrofront. “Spero di restare ministro dell’Interno ancora a lungo”, dice.

«Se Salvini davvero tornasse indietro sarebbe la più incredibile e ridicola retromarcia mai vista nella politica italiana, frutto evidente del terrore di un risultato diverso da quello immaginato quando annunciò la fine ddlla alleanza gialloverde, meno di 10 giorni fa. E gli italiani di certo non ne sarebbero indifferenti. Ma faccio fatica a crederlo».

Proviamo a immaginare cosa accadrebbe se si votasse a ottobre?

«Il voto a Ottobre? Io non credo affatto che l’esito sia scontato. Il fallimento dell’esperienza di governo Lega-5 stelle è sotto gli occhi di tutto e dichiarato nei giorni scorsi dallo stesso Salvini. E quanti, dentro e fuori dal nostro paese tifavano per la ingovernabilità, oggi, dopo i disastri del Governo Conte mi pare abbiano cambiato idea. Ma soprattutto ci sono tanti giovani, tanti delusi e tante persone perbene che capiscono l’importanza della posta in palio e sono pronti non solo a sostenere il Pd ed il centrosinistra ma anche ad impegnarsi personalmente in quella che non esito a definire una #nuovaresistenza.

Dobbiamo crederci. Noi per primi, altrimenti non vedo come potremmo convincerne gli italiani!».

E lei ci sarà?

«Ci sono molti modi per dare una mano, ed io di certo non mi sottrarrò. Oggi provo a dare privatamente un contributo di idee ed opinioni. E va bene così».

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