Pubblicato il: 19 agosto 2019 alle 7:00 am

La crisi di governo e le conseguenze sulla tutela degli animali Dalle Botticelle all’inasprimento delle pene, tutte le promesse tradite. Enpa: gli italiani chiedono passi di civiltà mentre la politica resta indietro

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 19 Agosto 2019 – Non c’è pace per la politica italiana. E le conseguenze sono superiori a quelle immaginabili. Non solo spread, legge di stabilità, finanza, infatti vengono inevitabilmente toccate dall’instabilità politica del Paese. La crisi di governo avrà conseguenze molto pesanti anche per gli animali e la biodiversità, decretando – lo dice chiaramente l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali – la fine di alcune iniziative che, se fossero andate in porto, ci avrebbero permesso di fare alcuni progressi sul versante della tutela animale. Il crollo dell’”esecutivo giallo-verde”, che in questa materia aveva preso impegni elettorali e presumibilmente su questi impegni aveva avuto consensi, sancisce la chiusura di numerosi dossier e, quindi, l’ennesima vanificazione delle promesse elettorali.

Ecco l’elenco stilato dall’Enpa:

Botticelle. La Commissione Trasporti della Camera aveva compiuto un primo, timido passo avanti vietando la circolazione dei cavalli sulle strade delle città. La parola sarebbe dovuta passare all’aula. Che, tuttavia, non si pronuncerà mai sul tema

– Inasprimento delle pene per i reati contro gli animali. Erano state presentate diverse proposte a firma dei partiti di maggioranza e di opposizione. Se ne riparlerà, forse, nella prossima legislatura.

Circhi. Il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, si era più volte espresso per uno stop allo sfruttamento degli animali nei circhi e lo aveva confermato in occasione di un recente incontro con la presidente di Enpa, Carla Rocchi. La fine del governo giallo-verde ne decreta il tramonto, al di là delle buone intenzioni.

Piano Lupo. Il ministro Costa, al quale va riconosciuta una costante attenzione alle tematiche dell’ambiente e degli animali, aveva elaborato una nuova versione del Piano – senza uccisioni – ben più efficace di quella firmata dall’allora ministro Galletti, perché prevede una serie di azioni realmente in grado di migliorare la convivenza con i lupi. Anche il nuovo Piano rischia di finire nel cassetto.

«Ancora una volta, in tema di ambiente, di animali e di biodiversità abbiamo visto un governo di conservazione: troppo timido, troppo incerto, troppo indeciso nel portare avanti i pochi progetti proposti. Che, infatti, frenati dalle contraddizioni interne, sono caduti ai primi venti di crisi. Del resto, a parte le sporadiche iniziative di alcuni ministri e qualche dichiarazione di facciata, di risultati concreti non se ne sono visti», commenta Enpa. «In questa fase – conclude Enpa – c’è solo da sperare che la prossima campagna elettorale non strizzi l’occhio ai cacciatori e a chi fomenta campagne terroristiche contro gli animali, selvatici e d’affezione».

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