Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 8:00 am

20 cent a cicca di sigaretta: ecco il “vuoto a rendere” inventato a Berlino Ogni anno sono prodotti 5,6 trilioni di sigarette i cui filtri impiegano più di un decennio a decomporsi

da Berlino, Fritz M. Gerlich.

22 Agosto 2019 – Quest’estate è sempre più plastic free mondo nel , e meno male, perché l’inquinamento provocato dalla plastica non biodegradabile, che rimane sul terreno o nel mare per migliaia di anni -o per sempre- danneggia la salute, la composizione del suolo e l’ecosistema marino.

Ma secondo un nuovo studio,pubblicato da NBC News, i mozziconi di sigaretta inquinano il mare ancora più della plastica. Così mentre governi e grandi aziende di tutto il mondo come Starbucks e McDonald’s si impegnano a ridurre l’uso della plastica nelle loro aziende, mettendo al bando i prodotti monouso o gli imballaggi, il problema dei mozziconi di sigaretta non viene altrettanto preso in considerazione. Della possibilità di riciclare i filtri delle sigarette si parla poco e di regolamentazioni al riguardo scarseggiano, facendo sì che un numero enorme di mozziconi finisca nelle acque del mare senza che ci si preoccupi troppo delle conseguenze. In alcune spiagge vige da quest’anno il divieto di fumo, ma, dove la sigaretta è tollerata, molti incivili gettano i mozziconi direttamente sulla sabbia – qualcuno addirittura in mare – e comunque in mare ci arrivano dopo essere stati gettati nei tombini, o trasportati da fiumi e flussi d’acqua di tutto il mondo, finendo nello stomaco degli uccelli marini e delle tartarughe.

Studi scientifici dimostrano inoltre che le tossine disciolte dalle sigarette e la plastica di decomposizione dei filtri rappresentano un notevole pericolo sia per gli animali che per le piante, causando gravi disturbi che possono trasmettersi, di conseguenza, anche a noi. Un singolo mozzicone può inquinare fino a 40 litri di acque sotterranee e un filtro inizia a decomporsi solo dopo 12 anni. Cifre preoccupanti di cui è importante prendere consapevolezza per assumere comportamenti più ecosostenibili e tentare, quindi, di cambiare la condizione ambientale della nostra terra.

Un primo passo era stato fatto con l’invenzione dei filtri, circa 70 anni fa, per mitigare i problemi di salute legati al vizio del fumo, ma purtroppo oggi sappiamo che sono del tutto inutili. Le industrie del tabacco hanno poi progettato filtri biodegradabili ma ancora non si parla di produrli su grande scala, come pure sono ancora pochi i fumatori che utilizzano posacenere portatili.

In Germania, secondo una statistica commissionata dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, da quando l’attenzione all’inquinamento è aumentata si vive molto meglio, e si moltiplicano le iniziative che mirano alla salvaguardia ambientale, come la berlinese Aufheber, per ora una petizione che il giovane Stephan von Orlow – la sua pagina Facebook ha oltre 1000 followers – sta portando avanti e  che ha già quasi raggiunto le 50.000 firme. Il passo successivo è raggiungere i vertici politici e i grandi industriali.

Il problema qui è molto sentito: oltre 200 milioni di sigarette vengono fumate ogni giorno in Germania, dove un pacchetto da 20 (Marlboro) costa comunque tanto (6,40 euro), e la maggior parte di queste finisce per terra, in strada, nel verde e prima o poi in acqua. Finora i tedeschi erano al penultimo posto in Europa nella lotta al fumo, in un Paese che la Süddeutsche Zeitung, in un articolo, chiamava Die Raucher-Republik, la repubblica dei fumatori. Secondo le statistiche fuma il 33% degli uomini, e il 27 delle donne, una media del 30, pari a circa 20 milioni. Le leggi sono molto diverse secondo i Länder: ogni regione fa a modo suo.

Ma il nemico nell’ombra è un gigante: è la lobby delle fabbriche di sigarette, molto attiva e potente. E molto generosa nelle donazioni ai partiti tedeschi.

L’iniziativa di questi giorni invita a raccogliere i mozziconi di sigaretta e promuove la pulizia dell’ambiente, e il nuovo progetto è pronto a dichiarare guerra all’inquinamento ambientale, specialmente quello causato dalle cicche: l’obiettivo è quello di applicare un pfand (un credito a rendere) di almeno 20 centesimi su ogni sigaretta, così da incentivare la raccolta dei mozziconi e la loro restituzione.

I passaggi saranno questi: un posacenere tascabile e riutilizzabile sarà distribuito insieme a ogni pacchetto di sigarette, il cui costo salirà di circa 4 euro (circa 20 centesimi per sigaretta), somma che però verrà restituita al momento della riconsegna del posacenere riempito di mozziconi. La restituzione potrà avvenire in qualsiasi punto vendita di tabacchi, che provvederà a raccogliere le cicche e riciclarle. L’idea è piuttosto semplice ma in Germania scommettono che potrebbe rivelarsi molto efficace.

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