Pubblicato il: 24 agosto 2019 alle 7:00 am

Treno storico da Pietrelcina ad Assisi: non solo fede, ma rilancio delle aree interne Il viaggio è previsto per il 7 settembre. Il presidente della Provincia di Benevento, Di Maria: «E’ l’occasione per avviare un ragionamento su scala nazionale sulla strategia dell'entroterra finalizzata alla rinascita dell'Appennino meridionale»

di Massimo Saccone.

Benevento, 24 Agosto 2019 – «Il pellegrinaggio Pietrelcina–Assisi del 7 settembre, nell’ambito del Progetto “Treno storico”, è l’occasione per avviare un ragionamento su scala nazionale per le “Strategia delle Aree Interne” finalizzata alla rinascita dell’Appennino e del Mezzogiorno». Ne è convinto Antonio Di Maria, presidente della Provincia di Benevento, scrivendo ai sindaci del Sannio per presentare l’iniziativa di un viaggio tra le Terre natali di San Pio e San Francesco sul Treno storico, di cui la Provincia di Benevento è ente capofila.

Promosso dall’Arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca, con la cooperazione del Comune di Pietrelcina, Camera di Commercio di Benevento, Regione Campania e Fondazione Ferrovie dello Stato, il pellegrinaggio prevede la partenza del “Treno storico” alle 9.30 del 7 settembre dalla Stazione Centrale di Benevento che toccherà Pietrelcina, Campobasso, Isernia, Rieti, Foligno prima di raggiungere Assisi.

L’iniziativa, come ha dichiarato Di Maria, ha una pluralità di obiettivi da raggiungere: l’aspetto devozionale, naturalmente; l’esperienza del “Treno storico” per il “turismo slow” e il “turismo religioso”; ma anche, dal punto di vista più squisitamente laico e istituzionale, ha precisato il Presidente della Provincia, questo Treno è «l’occasione di riscoperta delle aree appenniniche e del conseguente dibattito pubblico di promozione, nel contesto della strategia delle aree interne, di proposizioni programmatico-strategiche e di strumenti di valorizzazione e rinascita per le aree interne collinari e montane del Mezzogiorno».

Di Maria ha poi precisato: «Il governo nazionale non può accantonare l’impegno ad affrontare i sempre più gravi e allarmanti problemi strutturali  dell’Appennino. Il Mezzogiorno è alle prese con una epocale crisi dovuta allo spopolamento e alla desertificazione nelle aree marginali e deboli, crisi che, di fatto, lascia a un destino di oblio e cancellazione almeno duemila anni di storia, cultura, civiltà, presenza umana sul territorio. Questo pellegrinaggio Pietrelcina–Assisi, dunque proprio lungo la dorsale appenninica, può fare da cassa di risonanza alla strategia delle aree interne portando in primo piano nel dibattito politico il dovere dello Stato di garantire, come impone la Costituzione, i servizi pubblici essenziali, quali la scuola, la sanità, la mobilità, la banda larga per tutti i cittadini anche quelli delle aree svantaggiate e depresse. Magari il Governo potrebbe finalmente approvare i Decreti attuativi delle misure di vantaggio sanciti dalla legge 158 a favore dei piccoli Comuni.

Il viaggio Pietrelcina-Assisi è utile anche per riproporre il tema della tutela delle produzione tipiche e di eccellenza della tradizione millenaria dei nostri piccoli Comuni e borghi, nonché della tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale. Questo treno storico – ha concluso Di Maria – è un messaggio di fede, ma anche un programma di impegno politico per la salvezza di una parte rilevante del Paese».

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