La ‘risposta’ del faggio abruzzese allo stress da cambiamento climatico Cnr e Max-Planck-Institute for Biogeochemistry studiano la resilienza di questi alberi che utilizzano riserve di carboidrati immagazzinate sino a cinque anni prima, al fine di riemettere le foglie perse in seguito a una gelata primaverile e riprendere a fotosintetizzare

di Marina Monti.

Roma, 29 Agosto 2019 – La regione mediterranea è tra le più vulnerabili al cambiamento climatico. Temperature più alte nel periodo primaverile possono causare l’anticipo della stagione vegetativa anche in montagna, esponendo ecosistemi quali i boschi di faggio al Continua a leggere