Pubblicato il: 4 settembre 2019 alle 8:00 am

Cinema e Psicoanalisi per un’estate non banale Vite (non) vissute, il titolo della rassegna interdisciplinare organizzata a Lanciano, con il contributo della Associazione per lo studio e l'intervento della psicoterapia psicoanalitica

di Guglielmo Arduini.

Chieti, 4 Settembre 2019 – Il cinema nasce – convenzionalmente – quando i fratelli Lumière proiettano per la prima volta in pubblico il loro primo cortometraggio intitolato La sortie des usines Lumière. E’ il 28 dicembre 1895. Di lì a poco, nel 1896, per la prima volta Freud usa il termine “psicoanalitico”, datando così la nascita della psicoanalisi.

Fratelli quasi coetanei, quindi, cinema e psicoanalisi. Entrambi capaci di scrutare appena sotto la superficie della realtà, laddove si celano infiniti universi, creati dai nostri desideri e dalle nostre paure. Universi, per quanto fantastici, riflesso di quella stessa realtà, e che possono essere esplorati e analizzati per capire meglio le dinamiche e i conflitti della quotidianità, a livello pubblico e privato.

Addirittura, fanno notare gli studiosi Paolo Boccara e Giuseppe Riefolo: “Commentando il film Der student von Prag di Stellan Rye (1913), Otto Rank coglieva nella preoccupazione per la propria immagine riflessa da parte del personaggio Baldovino, la metafora psicoanalitica del doppio. Questa prima modalità di uso interpretativo del film, e in genere dell’opera d’arte, è stata in seguito molto usata negli anni ed è tuttora molto diffusa fra gli psicoanalisti”.

Cinema e Psicoanalisi. Perché non dedicare un evento a questo connubio? Ve ne sono diversi, in verità: a Roma come a Napoli, Spoleto, Torino e così via.

A Lanciano, l’idea di ASIPP (Associazione per lo studio e l’intervento della psicoterapia psicoanalitica) e CiakCity, con il patrocinio del Comune, è stata quella di una rassegna cinematografica dal titolo “Vite (non) vissute”, da domani a sabato 7 settembre.

Ogni serata vedrà la proiezione di un film, alla presenza del regista, e a seguire un dibattito in cui i mondi della psicoanalisi e della cultura entreranno in contatto attraverso la presenza di psicoterapeuti di chiara fama come Maurizio Balsamo, Antonio Buonanno, e Marco Alessandrini, giornalisti (Tiziana Lo Porto di Repubblica), critici (Fabio Benincasa, curatore del MACRO di Roma), ed esponenti della cultura nazionale (Luca Briasco, editor per Minimum Fax e collaboratore del Manifesto, e Paolo Simoni, fondatore e direttore dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia a Bologna) e locale (lo scrittore Remo Rapino). Ad accompagnare le serate, degustazioni dei vini biologici e biodinamici “Lunaria” della Cantina Orsogna 1964. In caso di maltempo, la rassegna si sposterà presso i locali del CiakCity Cinema di Lanciano, in via Bellisario.

Si comincia domani sera con Cover Boy, opera seconda del regista lancianese Carmine Amoroso, interpretato da Luca Lionello, protagonista anche di The Passion di Mel Gibson: un film intenso e attualissimo, vincitore di premi nei festival di tutto il mondo (Barcellona, Los Angeles, Mosca, Buenos Aires), capace di affrontare con delicatezza ma anche con decisione, attraverso il rapporto tra due giovani dalle vite provvisorie e marginali, temi rilevanti come l’immigrazione, lo sfruttamento, il precariato (lavorativo e sentimentale). Il film sarà preceduto da una breve selezione, a cura di Carmine Amoroso e Antonio Veneziani, di poesie censurate e finora inedite in Italia del celebre poeta Walt Whitman, autore di Foglie d’erba, lette e interpretate dall’attore Giovanni Martelli.

Venerdì 6 settembre sarà la volta di Selfie di Agostino Ferrente, presentato al Festival di Berlino e da poco uscito nelle sale, che per la prima volta sarà proiettato in Abruzzo. Il film, una delle opere italiane più discusse e acclamate dell’ultimo anno, è un originalissimo documentario in forma di video-diario, le cui riprese sono state effettuate da due adolescenti che vivono nel rione napoletano di Traiano, Alessandro e Piero, che tramite l’uso dello smartphone raccontano la loro realtà nel doppio ruolo di registi e protagonisti.

L’appuntamento conclusivo, sabato 7 settembre, è con un altro documentario, ancora inedito in sala, Questo è mio fratello di Marco Leopardi. Co-prodotto da Rai Cinema e presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2018, il film è una cronaca familiare di rara delicatezza e profondità, che parte dalle immagini girate nel corso dei decenni da Massimo Leopardi, fratello del regista e appassionato di sport estremi, che testimoniano il suo lento sprofondare nella depressione, e che vengono riprese e rilette dal regista nel tentativo di rinvenire le cause della malattia e di trovarne una via d’uscita.

“L’obiettivo di questa rassegna è quello di ”giocare” sulla vita umana (quando una vita può dirsi autenticamente vissuta?), e creare uno spazio aperto di pensiero, libero e autentico”, ha detto il dottor Giuseppe Roselli, segretario ASIPP. “Eventi di questo tipo sono ormai un filone consolidato in città come Roma, ma è la prima volta che una rassegna del genere si svolge a Lanciano”, ha affermato Marusca Miscia, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Lanciano, “e siamo certi che il pubblico troverà molto interessante la possibilità di assistere e partecipare al confronto tra personalità provenienti da campi culturali così diversi”.

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