Pubblicato il: 5 settembre 2019 alle 7:00 am

Balena supermarket Gli italiani amano le crociere tra i fiordi ma anche la carne di balena

di Danilo Gervaso.

Oslo, 5 Settembre 2019 – L’arcipelago delle Isole Lofoten e Vesteralen, nelle acque della Norvegia Artica, è da anni una delle mete più conosciute, visitate ed ammirate del grande Nord. Montagne a strapiombo sul mare, piccoli villaggi di pescatori lungo la costa, il silenzio rotto dal soffio del vento… Basterebbero queste immagini per suscitare un immediato interesse a scoprire questo remoto angolo dell’Europa settentrionale.

Qui, come in Islanda settentrionale, durante il viaggio la probabilità di avvistare le 20 specie di balene presenti è del 95%. Sono molti gli appassionati, adulti e bambini, che restano incantati davanti a balenottere azzurre, megattere, orche e delfini. Durante l’uscita per avvistare le balene, si ha infatti l’occasione di incontrare altri protagonisti della vita nell’Oceano, tra cui le simpaticissime Pulcinelle di Mare, uccelli simbolo dell’Islanda.

I Tour operator consigliano di portare con sé la macchina fotografica, perché spesso molti animali compiono le loro evoluzioni contemporaneamente generando uno spettacolo davvero esaltante e, con un comportamento corretto, si possono ottenere la fiducia e quindi la maestosa compagnia delle balene anche per molte ore durante la navigazione: i turisti si lasciano facilmente coinvolgere nelle loro danze, travolgere dai loro spruzzi, ammaliare dal loro canto.

Ma la balena è anche una delle più grandi risorse economiche del XX secolo delle isole Fær Øer, arcipelago situato nell’Oceano Atlantico appartenente alla Danimarca: qui circa 950 esemplari vengono abbattuti ogni anno, perché, quasi come il maiale, della balena non si butta niente: l’olio di balena veniva usato tempo fa come illuminante, come costituente del fluido per trasmissioni automatiche nelle auto, come fertilizzante, nei detersivi, saponi, e in cucina per fare la margarina al posto dell’olio vegetale.

La sua carne è bandita da diversi paesi, in particolari quelli aderenti all’Unione Europea, mentre ce ne sono altri, 4 in particolari, che sono ancora dediti a caccia e consumo, come Norvegia, Islanda, isole Fær Øer e Paesi Baschi. L’Unione Europea ne vieta la caccia commerciale e la maggior parte dei paesi non ne consumano la carne. Questo però non vale per la Norvegia, che non appartiene all’UE, ma ancora più grave non vale per la commercializzazione della carne una volta lavorata. Questo vuol dire che nei porti del continente, anche di stati che hanno vietato la caccia, la carne di balena può essere stoccata e venduta a quei paesi che la consumano come i giapponesi, e, a sorpresa, gli italiani.

Perché piace così tanto la carne di balena? Pare che sia insuperabile sotto forma di sushi, saltata in padella con le cipolle o grigliata. Anche il grasso, l’hvalspik, che si trova tra la carne e la pelle non viene buttato, ma fatto bollire, conservato per alcune settimane in acido lattico e servito come una trippa. La balena va forte anche in versione bistecca – il sapore in questa versione ricorda quello della carne rossa ma con una consistenza decisamente più tenera – ma pare che gli italiani la si apprezzino meglio in un carpaccio servito solo o in involtini con crema di formaggio. Fette abbastanza spesse, colore forte: è scura, ricorda molto la bresaola nostrana ma ha un sapore decisamente più intenso e con un sentore di affumicato spinto, che quasi contrasta con la delicata e morbida consistenza.

I poveri cetacei sono sempre più minacciati dall’inquinamento, dalla pesca indiscriminata e dal depauperamento delle riserve alimentari, anche se per loro esistono norme che prevedono, tra l’altro, anche la creazione di una rete di aree marine protette, eppure i turisti italiani sono i maggiori acquirenti e consumatori di carne di balena, che transita in grandi quantità tra i porti europei.

Oggi per evitare i massacri si punta soprattutto su concetti di sostenibilità, equilibrio dell’ecosistema marino, rischio di estinzione per alcune specie e sui motivi etici per evitare inutili sofferenze inflitte agli animali durante la caccia: vivono una lunga e atroce agonia, arpionati con congegni muniti di cariche esplosive che deflagrano nel loro corpo.

Per fortuna il settore del commercio della carne di balena, in ogni caso, è in forte calo.

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