Pubblicato il: 6 settembre 2019 alle 7:00 am

La grande donna della tradizione napoletana: una strada a Procida per Concetta Barra Dai canti tra i pescatori al teatro coi grandi Maestri, la comunità procidana si prepara a ricordare la grande artista

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 6 Settembre 2019 – Tutto pronto a Procida, dove nella storica Piazza dei Martiri, parte la VI edizione dell’omaggio del Comune alla sua conterranea con il Premio Concetta Barra – isola di Procida.

Artista poliedrica, cantante e attrice, proprio a Procida – prima che diventasse nota grazie a Elsa Morante che vi ambientò il suo più noto romanzo di formazione, L’isola di Arturo, tra atmosfere silenziose e rarefatte, e di Massimo Troisi del Postino – era nata Concetta Grasso nel 1922, da un infelice matrimonio tra una donna procidana e un siciliano agente di custodia del carcere. La loro casa era a Terra Murata, antico centro medievale arroccato sul mare, “Vich’stritt e case antiche, piazze ca songh’terrazze, affacciate n’copp’o mare” (Enzo Grieco, Procida).

Con le due sorelle iniziò a cantare in un trio, chiamato “Trio Vittoria”, poi partirono tutte insieme per Roma, dove lei sposò Giulio Barra, attore di poca fortuna, ed ebbe tre figli, tra cui Peppe che lavorò sempre a suo fianco. Fu proprio Peppe ad iniziare il percorso di innovazione e ricerca della Nuova Compagnia di canto popolare, e fu Roberto De Simone, il direttore del gruppo, a convincerla a riprendere a cantare: Concetta era lontana dal teatro da molto tempo il giorno in cui De Simone, che prova gli spettacoli a casa di Peppe, la sentì cantare in cucina una canzone procidana. Fu un colpo di fulmine. Concetta cominciò una seconda giovinezza proprio grazie al maestro De Simone, che la volle nella Gatta Cenerentola, nel 1976, e poi nella Cantata dei pastori, nell’Opera buffa del Giovedì Santo, Mistero napoletano e Festa di Piedigrotta.

Poche ma importanti le collaborazioni con Eduardo De Filippo, per il quale recitò in Gennareniello e Il berretto a sonagli. Lei e la Compagnia andavano a trovarlo nella sua bella casa di Posillipo. Erano incontri piacevolissimi che smentivano la fama che fosse un uomo intrattabile.

Concetta Barra è morta a Napoli nel 1993.

Chi l’ha vista a teatro avrà sempre impressa nella memoria la grande espressività di Concetta Barra, attrice sanguigna e marcatamente napoletana, squisita interprete del repertorio classico: “Quando sentivo chitarra e mandulino ascevo pazza!” raccontava Concetta. Che ricorda anche come, da ragazza, “ci affittavamo una barca a Mergellina da Pascale, tre lire […], ci facevamo il bagno e al ritorno ci mettevamo a cantare […]. Scendeva la sera, parecchie barche si accostavano e ci seguivano per sentire, ci applaudivano”.

Da allora, per l’isola anche per tutte le persone che l’hanno amata e che, certamente, non l’hanno dimenticata, ricordarla è sempre una gioia infinita: a Procida Concetta era legata da un rapporto viscerale, e dell’isola fu orgogliosa ambasciatrice durante la lunga e fortunata carriera.

La manifestazione è promossa dal Master federiciano in Drammaturgia e Cinematografia e dall’Associazione PartenArt, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Campania, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per il Comune e la Provincia di Napoli e il Comune di Procida e vuole, attraverso la sua figura di artista, ripercorrere anche il suo rapporto umano e artistico con la cultura dell’isola, esaltandone il valore delle sue tradizioni e della sua bellezza culturale. Quest’anno a Concetta Barra sarà intitolata anche una strada nel suo borgo di Terra Murata.

Le citazioni sono tratte dall’autobiografia: L. Lambertini, Sono nata a Procida. Memoria impossibile di Concetta Barra, Napoli, Colonnese, 2001

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