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Terra dei fuochi: tra disastro ambientale e malattie

di Maurizio Cappiello*.

Napoli, 16 Settembre 2019 – Sempre più in Campania, oltre le diseguaglianze socioeconomiche, si rendono evidenti le diseguaglianze di salute in termini di mortalità.

Basti pensare che l’aspettativa di vita media nella nostra Regione è di circa 2 anni in meno rispetto ad alcune realtà geografiche del Nord Italia.

A contribuire a questa disomogeneità per la nostra salute vi è la sciagura ambientale della Terra dei fuochi, un area che comprende ben 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni sono situati nella provincia di Napoli e 24 comuni sono ubicati nella provincia di Caserta.

Vi scrivo da medico di Pronto Soccorso ed Osservazione breve di una grande realtà ospedaliera di Napoli ed ogni giorno mi imbatto in tragiche realtà immaginabili fino a alcuni anni fa, l’incidenza di leucemie e linfomi in giovane età, cosi come di tumori dell’apparato digerente e respiratorio è contro ogni aspettativa epidemiologica ed proprio dalle aree geografiche prima citate che provengono il 90% dei pazienti oncologici

In particolare gli studi scientifici segnalano non solo eccessi di rischio, ma anche livelli di mortalità in crescita: è stato rilevato un aumento di tutti i tumori del +1%, e in particolare del tumore del polmone + 2%, del fegato +4–7%, dello stomaco + 5%, oltre che delle malformazioni congenite del sistema nervoso + 8%, e dell’apparato uro-genitale + 14% (Fonte Lancet Oncology).

Il disastro ambientale nella nostra terra e delle malattie correlate, rappresenta la cronaca di una morte annunciata ed non è passata inosservata neanche alla Corte europea dei diritti umani che ha avviato un processo contro il Governo italiano per il “caso Terra dei fuochi”.

Sono stati accolti in via preliminarei ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni (più di 3500 persone) che hanno presentato 40 istanze collettive, che denunciano la violazione del diritto alla vita e al rispetto della vita famigliare sanciti dalla convenzione europea dei diritti umani, sostenendo che lo Stato non abbia preso le idonee misure per ridurre il pericolo, nonostante la consapevolezza del rischio salute cosi reale.

Nei ricorsi presentati nel corso del 2015 si accusa l’Italia di aver violato l’articolo n.2 della Convenzione Europea dei diritti umani in cui è stabilito che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge”, inoltre, i ricorrenti chiedevano anche di condannare le autorità italiane per il mancato rispetto dell’articolo 10 della stessa Convenzione, quello che sancisce il diritto a essere correttamente informati.

Per quanto alcune bonifiche sono state effettuate, ciò rappresenta solo minima parte di ciò che andrebbe fatto per arginare in maniera tangibile questa sciagura, per cui si chiede un grosso impegno al nuovo Governo affinchè possa intercedere con politiche economiche di finanziamento da parte dell’Europa per completare le operazioni di bonifica, mentre al governo regionale di eliminare il ticket sanitario per qualsiasi patologia ai pazienti oncologici provenienti dalle aeree geografiche della Terra dei fuochi.

* Medico del Sud

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