Pubblicato il: 18 settembre 2019 alle 8:00 am

E’ il tedesco Michael Grätzel in cima alla nuova classifica degli scienziati Il professore dell'EPFL è al primo posto in un elenco di 100.000 scienziati di spicco in tutti i campi. Lo ha stabilito un metodo di classificazione si basa su nuove e più accurate metriche di citazione standardizzate sviluppate da scienziati guidati dalla Stanford University

di Danilo Gervaso.

Roma, 18 Settembre 2019 –  Lo scorso 12 agosto, un gruppo di scienziati guidato dal professor John P.A. Ioannides presso la Stanford University ha pubblicato un articolo sulla rivista PloS Biology delineando un nuovo modo di classificare gli scienziati in base a citazioni e altre metriche, facendo molta attenzione a non cadere nel “tranello” di abusi comuni come auto-citazioni o citazioni. Il nuovo metodo ha prodotto un database di oltre 100.000 scienziati di spicco in più campi ed è stato pubblicato su Nature.

Ed è toccato al professor Michael Grätzel il podio di questa nuova classificazione. Grätzel, che dirige il Laboratorio di fotonica e interfacce dell’EPFL (École Polytechnique Fédérale di Losanna), è famoso in tutto il mondo per aver inventato le celle solari sensibili alla tintura (celle di Grätzel), che sono diventate il trampolino di lancio per lo sviluppo attuale del fotovoltaico in perovskite. Le celle solari sensibili alla tintura sono già prodotte su una scala multi-megawatt e il fotovoltaico perovskite – assicurano gli esperti – è pronto a conquistare il mercato nel prossimo futuro.

«Inutile dire che sono stato sorpreso e sopraffatto dalla gioia quando Jan Hesthaven, il nostro decano, mi ha informato di essere stato classificato come numero 1 nell’elenco dei 100.000 migliori scienziati in tutti i campi che è stato appena pubblicato da colleghi dell’Università di Stanford», ha commentato Grätzel. Aggiungendo: «Il nuovo metodo di citazione standardizzato applicato per schermare oltre sette milioni di scienziati in tutto il mondo mi sembra giusto ed equilibrato».

Chi è

Michael Grätzel ha creato il campo del fotovoltaico molecolare, essendo il primo a concepire e realizzare sistemi fotografici mesoscopici basati su coloranti come raccoglitori di luce in grado di competere, e persino superare, le prestazioni delle celle solari allo stato dell’arte basate su giunzioni p-n piane allo stato solido. Gli viene attribuito il merito di spostare il campo fotovoltaico oltre il principio di assorbimento della luce tramite diodi a livello molecolare. Il suo dispositivo ha presentato un nuovo paradigma poiché presenta un’architettura tridimensionale in contrasto con la giunzione p-n planare utilizzata nelle celle solari convenzionali. Il prototipo di questa nuova famiglia fotovoltaica è la cella solare sensibile alla tintura (DSC), chiamata anche “cella di Grätzel”, che impiega molecole di coloranti, pigmenti o punti quantici per sensibilizzare l’impalcatura a semiconduttore di ossido mesoporoso.

I suoi documenti di riferimento pubblicati nel 1985 e 1991 (J.Am.Chem.Soc.1985, 107, 2988; Nature 1991, 353, 7377) ebbero un grande impatto; il documento pubblicato su Nature fu citato più di 20.000 volte, classificandosi – per citazioni pubblicate in tutti i settori della scienza – tra i primi 100 articoli di tutti i tempi. Il suo approccio rivoluzionario ha permesso di raggiungere efficienze molto elevate in un processo di conversione fotovoltaica che ha separato, per la prima volta, la raccolta della luce e il trasporto di portatori di carica imitando con successo il processo primario nella fotosintesi naturale.

Grätzel è anche leader nel campo della generazione di combustibile dalla luce solare, che è una tecnologia chiave per fornire future fonti di energia rinnovabile che possono essere immagazzinate. Usando un tandem di due fotosistemi mesoscopici, ottiene la generazione fotoelettrochimica di idrogeno e ossigeno dalla scissione dell’acqua dalla luce visibile (Nature Photonics, 2012, 6, 824).

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