Pubblicato il: 18 settembre 2019 alle 6:00 am

Il Napoli di Ancelotti è diventato grande Un feeling tra città, squadra ed allenatore emiliano ritrovato grazie alla prova di maturità contro i Reds di Jürgen Klopp

di Alex Cotronei.

Napoli, 18 Settembre 2019 – Per il popolo napoletano, le tre stagioni trascorse con Maurizio Sarri in panchina sono state con ogni probabilità le più entusiasmanti dai tempi d’oro targati Diego Armando Maradona. Dai primi anni ‘90, mai il Napoli era giunto così vicino alla conquista dello scudetto e mai aveva lasciato intendere di avere le qualità per giocarsela alla pari con la Juventus. Anche per questi motivi, la prima stagione di Carlo Ancelotti in Campania è stata tutt’altro che semplice e sebbene alla fine si sia conclusa con un secondo posto in campionato e con delle buone prestazioni in Europa, le polemiche non sono mancate.

La prova di maturità contro il Liverpool

Se è vero che già nella passata edizione della Champions League il Napoli aveva lasciato intendere di essere già pronto a giocarsela alla pari con tutti i top team europei, è altrettanto vero che in quell’occasione i partenopei furono costretti a dire addio alla competizione ai gironi. Episodi sfortunati, prodezze degli avversari e occasioni clamorosamente sprecate avevano lanciato nello sconforto il popolo napoletano il quale, dal canto suo, si era limitato a riconoscere la superiorità e la forza degli avversari. In molti, pertanto, dopo aver osservato attentamente il lavoro svolto da Carlo Ancelotti nel ritiro estivo, erano curiosi di scoprire come il nuovo Napoli se la sarebbe cavata nella prima partita importante della stagione, quella in casa contro il Liverpool. Dinanzi ad una cornice di pubblico spettacolare, dopo aver tenuto botta alle ripartenze dei Reds per tutto l’incontro, alla fine Ancelotti ed i suoi sono riusciti ad avere la meglio degli inglesi e, grazie alla vittoria per 2-0, secondo le quote di oggi per realizzare le scommesse sul calcio sono i favoriti assoluti per il passaggio del turno, che ad ogni modo rappresenterebbe il traguardo minimo dei partenopei.

L’inizio di una nuova era

Ciò che era principalmente mancato al primo Napoli di Carlo Ancelotti era stata l’incapacità del gruppo di far sognare i tifosi. Un feeling tra città, squadra ed allenatore emiliano trovato solo a tratti e che, comunque, non era minimamente paragonabile a quello venutosi a creare sotto la gestione Sarri. Non è un caso, pertanto, che come raccontato in un recente articolo di Calcio e Finanza, la società napoletana abbia deciso di investire pesantemente durante la sessione estiva di calciomercato, nel tentativo di portare all’ombra del Vesuvio quei calciatori che potessero dare nuovo vigore all’entusiasmo del popolo partenopeo. Manōlas, Elmas, Di Lorenzo e Lozano sono stati gli uomini scelti per raggiungere questo scopo e, stando alle prime uscite stagionali, sembra proprio che siano riusciti a ripagare sin da subito la fiducia che la società ha riposto in loro. Tutti e tre, superate le iniziali difficoltà, si sono inseriti perfettamente negli schemi del nuovo Napoli ed hanno offerto innumerevoli soluzioni al mister Ancelotti.

A guadagnare dai nuovi arrivi e dal nuovo sistema di gioco, sono state la fluidità e la rapidità di manovra di tutto l’undici azzurro che, sebbene debba ancora trovare le giuste misure in fase difensiva, sembra essere un’altra squadra rispetto a quella balbettante dell’anno passato: più brillante, più consapevole e più forte, sotto ogni punto di vista.

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