Pubblicato il: 27 settembre 2019 alle 8:00 am

Il successo non è più in vendita Youtube aggiorna i criteri di conteggio e, i furbetti della musica dovranno trovare altri metodi per emergere e fare “numeri”

di Domenico Izzo.

Roma, 27 Settembre 2019 – La piattaforma di streaming e video sharing, Youtube, fondata il 14 febbraio 2005, secondo sito web più visitato al mondo, alle spalle di Google, che acquisì, nel 2006, la proprietà della piattaforma per 1,6 miliardi, ha appena accettato il suo ruolo fondamentale nel mondo della musica.

La società californiana ha annunciato che le “Youtube Music Charts” (le classifiche musicali inerenti alle interazioni legate alla sola piattaforma) saranno basate esclusivamente sulle visualizzazioni inerenti le ricerche, includendo i collegamenti diretti ai video e le funzioni “Guarda successivo” e “Tendenza”.

Tale scelta, data la sempre maggiore rilevanza dei risultati conseguiti dagli artisti su Youtube nel mercato musicale e non solo, sarebbe dovuta ad una mancata correzione di un algoritmo, che ora è stato aggiornato, il quale permetteva a chi, tramite inserzioni di brevi spezzoni del video musicale o del video per intero, legalmente, sfruttando un glitch della piattaforma, letteralmente, pagava milioni di visualizzazioni, spesso battendo record di incassi e di visual, come nel caso del Badshah, che con una sola canzone, in 24h totalizzò 75 milioni di visualizzazioni, ma anche superstar come Taylor Swift o artisti nostrani.

 

Naturalmente tutto questo va ad influenzare il mercato, veicolando il pubblico verso alcuni artisti con “grossi numeri” (spesso frutto di campagne marketing “furbesche”) piuttosto che su altri, e si sa che ai numeri sono sempre collegate cifre immense di denaro.

YouTube si è vista costretta a intervenire, a seguito di alcune inchieste giornalistiche di Rolling Stone e di altri giornali, specializzati e non, che hanno obbligato e guidato una presa di coscienza da parte della società, riguardo il peso che oggi giorno ricopre all’interno del panorama musicale, e per uniformare i risultati registrati a quelli di classifiche ufficiali come Billboard o Nielsen.

Dunque, non saranno più conteggiate le visualizzazioni provenienti dalle pubblicità, per una maggiore trasparenza e uniformità.

Tale discorso verrà, forse, in futuro applicato anche al conteggio delle visualizzazioni dei trailer ufficiali dei film, sponsorizzati e inseriti come inserzioni pubblicitarie.

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