Pubblicato il: 3 ottobre 2019 alle 8:00 am

Giornata della Memoria e dell’Accoglienza Istituita nel 2016 per ricordare e commemorare ogni 3 ottobre tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà

di Armando Pannone.

Roma, 3 Ottobre 2019 – 368. 155. 41. Era il 2013, il 3 ottobre 2013, quando in un naufragio al largo delle coste di Lampedusa, persero la vita 368 migranti. Ci furono 155 superstiti, di cui 41 minori. Dopo quel naufragio (non il primo, purtroppo non l’ultimo) il 3 ottobre è diventata una data simbolica e ha dato il nome a un Comitato nato con l’obiettivo di ottenere l’apertura di corridoi umanitari e l’attivazione di canali d’ingresso legali e sicuri per i migranti che fuggono da guerre, dittature e miseria, oltre che per garantire una degna accoglienza dei migranti e percorsi d’inclusione sociale.

Il 16 marzo del 2016, il Senato italiano ha approvato in via definitiva la proposta di legge del Comitato per l’istituzione della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, da celebrarsi il 3 ottobre di ogni anno con lo scopo di ricordare e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà.

Dal 2013 al 2019 sono 18.669 le persone morte nel Mediterraneo. Una ecatombe.

Solo nel 2016 sono state 5.096 le persone che in questo mare hanno perso la vita nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa. Un dato, questo, che fa del 2016 l’anno più letale.

Considerando gli arrivi su tutte le coste europee, tra il 1 gennaio e il 31 agosto 2019 sono arrivati via mare in Europa 61,5 mila migranti (nei primi otto mesi del 2018 furono circa 87 mila).

Secondo i dati Unhcr, tra il primo gennaio e il 31 agosto 2019 sono sbarcate in Italia 5.137 persone. Nei primi otto mesi del 2018 arrivarono circa 20 mila migranti, addirittura centomila nel 2017.

Ad agosto sono arrivate 1.270 persone, un dato in linea con i mesi estivi precedenti ma anche con il mese di agosto 2018, quando arrivarono 1.500 persone.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati spiega che le persone in fuga da guerre e persecuzioni molto spesso non dispongono di alternative sicure e regolari per raggiungere l’Europa. “Solo rendendo disponibili con urgenza tali soluzioni le persone in fuga non saranno costrette a ricorre ai trafficanti rischiando la loro vita. Percorsi concreti comprendono: un aumento delle quote di reinsediamento, l’accesso ai visti per ragioni umanitarie e concessione di visti per motivi di studio e di lavoro per le persone in fuga da guerre e persecuzioni, facilitare i ricongiungimenti familiari e schemi di sponsorizzazioni private”.

La ricorrenza coinvolge diversi Comuni, comunità locali e, in particolare, numerose scuole distribuite su tutto il territorio nazionale. Tra le altre iniziative, il Comitato 3 Ottobre rinnova l’appuntamento con #siamosullastessabarca, la campagna nata in occasione della sesta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza che quest’anno ha portato a Lampedusa più di 60 scuole da circa 20 Paesi dell’Unione Europea.

“La barca passa da mero simbolo delle migrazioni a metafora del mondo nel quale, prima di qualsiasi altra distinzione, siamo tutti esseri umani”, spiega il Comitato.

Mentre l’Unhcr ribadisce: “Con l’istituzione ufficiale della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza si stabilisce una ricorrenza importante in cui promuovere riflessioni e impegni affinché le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, possano arrivare in un luogo sicuro senza dover rischiare la vita in viaggi pericolosi”.

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