Pubblicato il: 4 ottobre 2019 alle 8:00 am

Niente schiaffi ai bambini, la legge divide la Scozia E’ il primo paese del Regno Unito deciso a vietare le punizioni corporali. I genitori autorizzati a usare “castighi ragionevoli”. In un sondaggio solo il 22% degli intervistati si era detto favorevole al divieto

di Danilo Gervaso.

Edimburgo, 4 Ottobre 2019 – Fermezza ma senza violenza. Si può sintetizzare così il provvedimento proposto dal deputato dei Verdi John Finnie e approvato con 84 voti favorevoli e 29 contrari dal parlamento scozzese, con il sostegno del Partito Nazionale Scozzese, dei laburisti e dei sindacati lib, nonché del suo partito e di enti di beneficenza di molti bambini.

Finnie ha affermato che lo schiaffo e l’uso di violenza in genere, insegna ai bambini che “la forza è giusta”, mentre il divieto “invia un messaggio opposto e cioè che la violenza non è mai accettabile in nessun contesto”. Concetto pienamente condiviso da Bruce Adamson, commissario per l’infanzia e la gioventù della Scozia che ha sottolineato quanto il provvedimento serva ad allineare il paese alle “Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa e quasi tutti gli altri paesi europei che si sono già mossi su questo campo, ma stiamo anche aprendo la strada affinché la nostra legge ispiri le altre comunità del Regno Unito a garantire una protezione ai bambini”. Prima di questa decisione i genitori scozzesi erano protetti dall’accusa di aggressione se colpivano i propri figli, con la “ragionevole difesa del castigo”.

Il deputato dei Verdi ha aggiunto che esistono prove secondo le quali la punizione fisica provoca danni ai bambini e che può degenerare in abusi fisici, ricordando peraltro che “la punizione fisica dei bambini è già illegale in 52 paesi e la mia proposta fornirà ai bambini scozzesi le protezioni necessarie per prosperare in un ambiente sano e incoraggiare la costruzione di relazioni più forti tra i bambini, i loro genitori e gli altri che si prendono cura di loro”.

Dunque, la Scozia mette al bando, per legge, gli scapaccioni dei genitori ai figli e qualunque forma di castigo fisico. Si tratta del primo territorio del Regno Unito deciso a vietare le punizioni corporali, tradizione mai del tutto estirpata del sistema scolastico britannico come del retaggio familiare. Finora, infatti, la legge autorizzava – come continua a fare nel resto del Regno – un uso “ragionevole” della forza in famiglia per educare e castigare i figli. Non ci sono divieti in tal senso in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, dove i genitori sono attualmente autorizzati a usare “castighi ragionevoli”. Tuttavia, possono essere perseguiti penalmente se colpiscono un bambino così duramente da lasciare un segno o causare lividi, gonfiore, tagli, escoriazioni o graffi.

La Svezia è stato il primo paese al mondo a introdurre il divieto nel 1979, seguita poi da altri 58 stati che, nel tempo, hanno approvato leggi contro la violenza sui minori.

Nonostante le pressioni dei gruppi per i diritti umani e degli specialisti dello sviluppo del bambino, la maggior parte dei britannici sembra sostenere il diritto dei genitori di usare la disciplina fisica. I contrari alla legge-Finnie prendono a riferimento proprio la Svezia, affermando che le cifre provenienti da quel paese mostrano che la violenza tra bambini è aumentata dell’1.791% tra il 1984 e il 2010 e che dopo l’introduzione del divieto i bambini sono diventati meno propensi ad accettare le parole dei genitori. Nel 2000, sostengono ancora, solo il 4% degli adolescenti sentiva che i loro genitori avevano il diritto di “minacciare di vietare qualcosa” rispetto al 39% cinque anni prima.

Nel luglio 2017, un sondaggio YouGov su oltre 4.000 britannici ha rilevato che solo il 22% avrebbe sostenuto un divieto di smacking, cioè di schiaffeggiare i propri figli, rispetto al 59% che si è contrario. Inoltre il 75% degli intervistati ha dichiarato di essere d’accordo con l’affermazione: “Dovrebbero essere i genitori e i tutori a decidere se schiaffeggiare o meno i loro figli”.

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