Pubblicato il: 6 ottobre 2019 alle 7:00 am

«Dacci oggi il pane quotidiano», se la vita compulsiva di oggi cambia il senso della preghiera L’invocazione contenuta nel Padre Nostro, intesa quale dirittura cristiana che porta alla santificazione, risulta complicata per gli uomini moderni perché calati in una società che non permette momenti di spiritualità

di Giosuè Battaglia.

Roma, 6 Ottobre 2019 – Superando le svariate interpretazioni date da teologi, storici e studiosi di Vangeli cristiani sull’interpretazione del passo che si trova nella preghiera del Padre Nostro, a proposito dell’invocazione “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, essa si può riferire sia al pane propriamente detto per sfamare l’uomo sia al percorso di vita nel segno del Signore.

Ma questi due significati sono tuttora validi per una generazione attuale che basa il suo vivere su necessità, ormai sorpassate dai tempi e dal modo d’intendere di ognuno? Volendosi riferire al pane quale alimento, esso viene reperito con grande immediatezza, oggi è presente su ogni tavola imbandita, anzi proprio perché viene consumato in grandi quantità, viene bandito in quanto è portatore di grandi di calorie che procurano problemi per un giusto stile alimentare. Quindi nella preghiera al Signore si chiede la presenza dell’alimento che una volta non era assicurato a tutti e quindi la sua mancanza creava problemi per il vivere quotidiano. Quello stesso pane che anche nel corso dei secoli successivi è stato oggetto di rivolte popolari a causa di diverse questioni sociali. Questo rappresenta nel concreto della nostra esistenza in vita, il necessario per esistere. Così in genere nelle culture contadine, il pane è l’elemento base dell’alimentazione, per cui esso ci è dato da Dio che tutto dà all’uomo, per questo viene chiesto dal discepolo per assicurare il suo bisogno di vita. E quel “quotidiano”, che non significa una indicazione di tempo, rappresenta una indicazione della dimensione.

Il discepolo invoca il Padre perché gli assicuri quello che a lui serve per vivere nella maniera giusta. Allo stesso modo l’invocazione a darci il pane quotidiano, intesa quale dirittura cristiana di comportamenti di fede che porta sul percorso della santificazione, risulta ai nostri tempi abbastanza discutibile, proprio per i comportamenti dell’uomo moderno, preso da mille problemi in una società che non permette momenti da dedicare all’Altissimo. La richiesta del pane sotto questo aspetto, è un chiedere tutto quello che serve all’animo umano per la vicinanza a Dio e ciò comporta una serie di atteggiamenti di fede nella ricerca del Regno e della giustizia divina.

Quotidianamente questo vivere con ordine e sapienza richiede una serie di adempimenti e di momenti di riflessione a cui l’uomo moderno sfugge per il continuo scorrere incessante della vita. La giornata è fatta di cose casuali e imprevedibili, per cui difficilmente si ha un momento di riflessione per valutare ogni accadimento: figurarsi il chiedere un “pane” fatto di ordine interiore.

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