Pubblicato il: 12 ottobre 2019 alle 8:00 am

Impressionisti, l’arte seducente del quotidiano A Roma, nei redivivi spazi di Palazzo Bonaparte ristrutturati da Generali, splendono i capolavori dei maestri di fine Ottocento. In versione “segreta”

di Tiziana Mercurio.

Roma, 12 Ottobre 2019 – Probabilmente, dei suoi protagonisti e del Movimento in generale si è detto tutto. Eppure, quella appena inaugurata a Roma, a Palazzo Bonaparte, è una mostra che ha ancora tanto da dire, benché i suoi “Impressionisti Segreti” non siano affatto degli sconosciuti.

Per l’occasione, infatti, si sono riuniti gli Stati Generali di quella corrente artistica della seconda metà dell’800 che in tanti conoscono. Ma, nella loro versione più privata, intima, poco esposta.

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Un evento, ideato dal gruppo Arthemisia, che è anche una maniera sofisticata (e di sicura presa sul grande pubblico) per celebrare l’apertura del Palazzo, restituito da pochissimo alla città e al mondo da Generali Italia. E che, inserito nel progetto “Generali Valore Cultura”, si è imposto sin da subito quale nuovo spazio per eventi di tal guisa.

All’inaugurazione sono state “invitate” le opere di: Monet, Renoir, Sisley, Morisot (ma pure di artisti di periodi immediatamente successivi, come Signac e Gauguin), tutte da collezioni private. E, per questo motivo, inaccessibili ai più; in molti casi, tutt’oggi da scoprire.

Fino all’8 marzo 2020, nelle redivive sale del palazzo in cui visse Madame Mère (Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone) si parlerà di vedute ein plein air; di visioni interiori e umori indomabili (che nel quotidiano e negli elementi della natura trassero ispirazione costante) fermati sulla tela; di luce abbacinante; di colori densi e brillanti. In tutto, oltre 50 capolavori, esposti a cura di Marianne Mathieu (direttrice del Musée Marmottan Monet di Parigi, con la più ricca collezione di opere di Monet e patronessa dell’omonima mostra-record al Vittoriano di non troppo tempo fa che totalizzò 460 mila visitatori) e Claire Durand-Ruel (discendente del primo sostenitore dei pittori impressionisti), che ripercorrono la storia di uno dei Movimenti artistici francese fra i più amati e forse il più famoso al mondo.

Oltre all’esecuzione “accorata” delle variazioni di luce, infatti, l’Impressionismo ebbe (e conserva tuttora) la straordinaria capacità di cogliere e far splendere i riflessi della vita vera vibrando i noti, piccoli tocchi. Quest’esposizione (da percorrere in quattro segmenti: “L’Impressionismo e il paesaggio”; “Dipingere la vita parigina”; “Renoir, pittore di figure” e “Il NeoImpressionismo”) è, perciò, soprattutto un viaggio carico di suggestioni nella Storia dell’arte, non più nel chiuso degli atelier, ma all’aperto, nelle campagne, nella Parigi di fine Ottocento, fra donne e bambine dell’epoca, fra pennellate rapide, dirette, “indipendenti”.

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Nel farlo, i quadri dialogano con tre secoli di storia e un affaccio mozzafiato su piazza Venezia, con gli stucchi e le decorazioni barocche della sede ospite. (foto di Tiziana Mercurio).

Info: www.mostrepalazzobonaparte.it.

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