Pubblicato il: 14 ottobre 2019 alle 7:00 am

Una guerra nucleare tra India e Pakistan potrebbe uccidere milioni di persone nel mondo Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'Università del Colorado Boulder e dell'Università di Rutgers esamina come un ipotetico conflitto futuro avrebbe conseguenze che potrebbero propagarsi in tutto il mondo

di Teresa Terracciano.

Roma, 14 Ottobre 2019 – Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università del Colorado Boulder e dell’Università di Rutgers esamina come un ipotetico conflitto futuro avrebbe conseguenze che potrebbero propagarsi in tutto il mondo. Oggi l’India e il Pakistan hanno a disposizione circa 150 testate nucleari ciascuna, e si prevede che tale numero salirà a più di 200 entro il 2025.

Quel livello di guerra non ucciderebbe solo milioni di persone a livello locale, ha detto Brian Toon del CU Boulder, che ha guidato la ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances. Potrebbe anche far precipitare l’intero pianeta in una grave ondata di freddo, forse con temperature che non si vedono dall’ultima era glaciale.

I risultati dei ricercatori arrivano quando le tensioni si stanno nuovamente rinnovando tra India e Pakistan. In agosto, l’India ha apportato una modifica alla sua costituzione che ha tolto diritti a persone che vivono nella regione a lungo contesa del Kashmir. Poco dopo, la nazione ha inviato truppe in Kashmir, mosse che il Pakistan ha criticato aspramente.

«Una guerra Indo-Pakistana potrebbe raddoppiare il normale tasso di mortalità nel mondo» afferma Toon, professore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale. «Questa sarebbe una guerra senza precedenti nell’esperienza umana».

Come giovane scienziato atmosferico all’inizio degli anni ’80, in piena guerra fredda, Toon faceva parte di un gruppo di ricercatori che per la prima volta ha coniato il termine “inverno nucleare” – un periodo di freddo estremo.

Toon ritiene che tali armi siano ancora una minaccia – una minaccia sottolineata dalle attuali ostilità tra India e Pakistan.

«Stanno rapidamente costruendo i loro arsenali», ha detto Toon. «Hanno popolazioni enormi, quindi molte persone ne sono minacciate e poi c’è il conflitto irrisolto per il Kashmir».

Il team dello studio statistico si è basato su un’ampia gamma di prove, dalle simulazioni al computer dell’atmosfera terrestre ai resoconti dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki in Giappone nel 1945.

Sulla base delle loro analisi, la devastazione sarebbe arrivata in diverse fasi. Nella prima settimana del conflitto, il gruppo riferisce che India e Pakistan insieme potrebbero far esplodere con successo circa 250 testate nucleari sulle rispettive città.

Non c’è modo di sapere quanto sarebbero potenti queste armi – nessuna delle due nazioni ha condotto test nucleari in decenni – ma i ricercatori hanno stimato che ognuna di esse potrebbe uccidere fino a 700.000 persone.

La maggior parte di queste persone non morirebbe per le esplosioni stesse, comunque, ma per gli incendi fuori controllo che ne sarebbero seguiti.

«Se guardi Hiroshima dopo la caduta della bomba, puoi vedere un enorme campo di macerie largo circa un miglio» dichiara Toon. «Non è stato soltanto il risultato della bomba. Molto hanno fatto anche gli incendi».

I ricercatori hanno calcolato che una guerra Indo-Pakistana potrebbe diffondere fino a 80 miliardi di libbre di fumo nero e spesso nell’atmosfera terrestre. Quel fumo impedirebbe alla luce del sole di raggiungere il suolo, facendo scendere le temperature in tutto il mondo di una media compresa tra i 3,5-9 gradi (fino a -15°C) Fahrenheit per diversi anni. La scarsità di cibo in tutto il mondo arriverebbe probabilmente subito dopo.

«Il nostro esperimento, condotto con modelli all’avanguardia, rivela riduzioni su larga scala della produttività delle piante sulla terraferma e delle alghe nell’oceano, con conseguenze pericolose per gli organismi più in alto nella catena alimentare, compresi gli esseri umani» conclude Nicole Lovenduski, professore associato di Scienze atmosferiche e oceaniche e collega dell’Institute of Arctic and Alpine Research (INSTAAR).

Toon spera che lo studio mostrerà alla gente di tutto il mondo che la fine della Guerra Fredda non ha eliminato il rischio di una guerra nucleare globale e dichiara «speriamo che Pakistan e India prendano nota di questo documento. Ma soprattutto, sono preoccupato che gli Americani non siano informati sulle conseguenze della guerra nucleare».

Fonte: Owen B. Toon, Charles G. Bardeen, Alan Robock, Lili Xia, Hans Kristensen, Matthew Mckinzie, R. J. Peterson, Cheryl S. Harrison, Nicole S. Lovenduski and Richard P. Turco. Rapidly expanding nuclear arsenals in Pakistan and India portend regional and global catastrophe. Science Advances, 2019 DOI: 10.1126/sciadv.aay5478

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