Pubblicato il: 15 ottobre 2019 alle 8:00 am

Lula libero o Lula intrappolato? Anche lo scrittore Paulo Coelho si è mostrato solidale con l’ex presidente, vittima di un processo farsa nella difficile realtà brasiliana

da Curitiba (Brasile), Màrcio Enrique.

15 Ottobre 2019 – Il Brasile è spesso agli onori della cronaca. Dietro la facciata grottesca del neopresidente Bolsonaro, un ex-militare dichiaratamente di estrema destra, con idee del tipo: elogio della dittatura, odio per gli omosessuali, liberalismo spinto – un piccolo Trump, insomma – si nasconde in realtà il Paese tra i dieci più grandi del mondo, il maggiore dell’America del Sud, di enorme influenza.

Questo il motivo per cui ha destato clamore anche all’estero la notizia che l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, condannato a 12 anni e 11 mesi di carcere per corruzione per lo scandalo Petrobras, per molti, come Dilma Rousseff, una vittima di Bolsonaro, il 23 settembre scorso, scontato un sesto della pena, ha ottenenuto il diritto alla semilibertà.

Dal primo momento in cui è entrato in carcere, Lula ha ripetuto: «Uscirò da qui solo quando la mia innocenza sarà riconosciuta al 100%». Per cui non ha accettato dei domiciliari con relativa umiliazione del braccialetto elettronico.

Non è uscito perché innocente, però, ma solo perché il Procuratore ha constatato «la buona condotta in carcere» dell’ex presidente. La lettera ha avuto l’effetto opposto, convincendo Lula a restare in carcere un altro po’ nella speranza di poterne uscire poi completamente pulito, con tutte le carte in regola, cioè, per riprendere il discorso là dove si era interrotto: con la candidatura alla presidenza del Brasile. Perché il punto, ormai, non è più se Lula uscirà o meno di prigione – quasi nessuno in Brasile pensa che ci resterà ancora a lungo – ma come ne uscirà. «Non scambio la mia dignità con la mia libertà», ha scritto in una lettera aperta divulgata un paio di settimane fa per mezzo del suo avvocato. «Voglio che sappiano che non accetto di mercanteggiare la mia libertà e i miei diritti». E allo scrittore Paulo Coelho, che gli aveva inviato un messaggio di solidarietà, l’ex presidente ha ribadito: «Non accetterò favori da chi ha lasciato il paese in balìa della menzogna. La verità vincerà. È questo che toglie loro il sonno». A dare ragione a Lula è anche la sua nuova compagna, la sociologa Rosângela da Silva con cui l’ex presidente 74enne ha già annunciato che si sposerà una volta uscito di prigione: «La libertà arriverà, ma non porterà la firma di chi ha frodato la giustizia».

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