Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 7:00 am

Aspasia, la donna geniale e affascinante che stregò Pericle Non particolarmente bella, ma dotata di un carisma non comune sui suoi contemporanei, amava la filosofia e influenzò molti uomini del mondo culturale, artistico e politico del tempo. Tra questi, il famoso politico ateniese

di Caterina Slovak.

Roma, 19 Ottobre 2019 – Qua ci vorrebbe il prof. Bellavista, Luciano De Crescenzo, un intellettuale piuttosto particolare: sapeva trattare di filosofia antica, ma riuscendo a parlare anche al grande pubblico e alla gente comune, un artista poliedrico, un vero divulgatore che faceva amare le vicende antiche raccontandole in modo semplice e accattivante.

Proviamo a raccontare una di queste storie, immaginandola con il tono pacato e bonario della sua voce. Ed è una storia d’amore straordinariamente moderna, quella di Aspasia e Pericle.

Aspasia era un’etera: le etere nell’antica Grecia erano un po’ escorte un po’ geisha, spesso donne raffinate e colte, che accompagnavano gli uomini in varie attività sociali e culturali pubbliche. Le loro prestazioni erano a pagamento, con i clienti avevano relazioni prolungate ma non necessariamente di natura sessuale. Vivevano spesso in bellissime case, tenevano salotti intellettuali, partecipavano ai simposi, conoscevano l’arte della conversazione. Godevano di una libertà di movimento sconosciuta alle donne ateniesi, una libertà però funzionale ai desideri maschili e alle esigenze di una società fondata sul predominio maschile.

Nella Grecia antica gli uomini potevano avere tre tipi di donne: la moglie (per la discendenza), la concubina (per le relazioni sessuali) e l’etèra (per il piacere, inteso però come soddisfazione generale).

Aspasia da Mileto, nella Ionia, meglio conosciuta come Aspasia, nacque intorno al 470 A.C. e mori intorno al 400 A.C. Venuta ad Atene a venti anni, esercitò un grande fascino su molti uomini del mondo culturale, artistico e politico del tempo. Tra questi Pericle. Pericle era un personaggio straordinario del mondo greco antico, tanto da dare il suo nome a un periodo, che dominò la vita politica ateniese fino alla sua morte, grande politico, innovatore del sistema democratico, esperto di economia, ma anche uomo coltissimo: sotto il suo governo arrivarono ad Atene filosofi come Socrate, Anassagora e Protagora; tragediografi come Sofocle ed Euripide; storici come Erodoto, amante dell’arte.

Non particolarmente bella, ma dotata di un fascino non comune sui suoi contemporanei, anche Aspasia amava la filosofia, sembra che sia stata un’allieva del grande sofista Gorgia, e da lui apprese l’arte della retorica. In un’opera scritta da Antifonte si dice che Aspasia fu maestra di Socrate.

Delle donne bisogna parlare poco o nulla, diceva Pericle, eppure appena al loro primo incontro lui si innamorò subito, attratto dalla sua nota intelligenza, dalla sua arte della retorica. Ma Aspasia in verità doveva avere una marcia in più se uno statista del calibro di Pericle accettava le sue decisioni in materia di guerre e politica interna. Dopo un po’ i due si sposarono – Pericle aveva ripudiato per lei la prima moglie – ed ebbero un figlio, Pericle il Giovane,che eccezionalmente fu iscritto nelle liste dei cittadini di Atene; infatti era proibito che i bambini nati da donne straniere fossero dei cittadini ateniesi.

Aspasia non è la sola cortigiana a fare strada ad Atene. Frine, secondo i suoi contemporanei, era bellissima e sensuale. Ad Atene erano tutti pazzi di lei e il medico Galeno raccontava che avesse un aspetto talmente perfetto da non truccarsi, com’era invece usanza delle donne ma soprattutto delle Etere dell’epoca.

Ma la fama costò cara a Frine: fu accusata di empietà, per aver introdotto un culto misterico durante un party di sesso in un Liceo di Atene, e giustiziata.

Come anche Timandra, stupenda amante di Alcibiade, legata al tragico destino del suo uomo.

Stessa sorte toccò ad Aspasia. Odiata e ammirata, spregiudicata, anticonformista, radicale in filosofia come il suo amico, il razionalista Anàssagora che svalutava gli dei della consuetudine, sostenendo che sole e luna erano pezzi di roccia infuocati, altro che dèi dell’Olimpo, subì molti attacchi dei detrattori di Pericle, che la ritenevano responsabile delle sue scelte politiche.Una figura scomoda e temuta. Anche lei subì lo stesso processo per empietà e sfruttamento della prostituzione – si diceva che dirigesse un bordello. Pericle stesso la fece assolvere.

Cresciuta in un mondo che giudicava il valore di una donna sulla base del silenzio di cui sapeva circondarsi, Aspasia non corrispose mai al modello tradizionale di femminilità classica ma piuttosto a quello dello stesso Pericle: Chi sa pensare ma non sa esprimersi è al pari di chi non sa pensare. Aspasia sapeva esprimersi, ed è importantissima poiché rappresenta uno dei primi punti di vista femminili nella storia e sulla storia (foto copertina: Aspasia tra i filosofi della Grecia, di Michel II Corneille).

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