Pubblicato il: 20 ottobre 2019 alle 8:00 am

Un tour nella street art napoletana Banksy, Jorit, Roxy in the Box, Mono Gonzales, Zilda e Tono Cruz. Gli artisti che hanno disegnato una nuova pelle alla città

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 20 Ottobre 2019 – Negli ultimi anni la street art sta diventando molto importante a Napoli, al pari delle altre grandi città mondiali. A riempirsi di murales meravigliosi sono soprattutto i quartieri più disagiati in un bellissimo progetto di riqualificazione urbana, che spinge i turisti ad addentrarsi anche nelle periferie e nei quartieri meno turistici, alla ricerca dell’arte moderna.

Il più recente raffigura due persone che si abbracciano, L’abbraccio appunto, e si può ammirare sull’ascensore del Rione Sanità, che collega il cuore del quartiere a via Santa Teresa degli Scalzi. Il murales, commissionato dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli, è stato realizzato dai ragazzi del Centro La Tenda. Il ponte sui cui sorge l’ascensore del Rione Sanità è intitolato alla memoria di Maddalena Cerasuolo, detta Lenuccia, eroina della Quattro giornate del 1943, che coraggiosamente, durante le “Quattro giornate di Napoli”, impedì la distruzione del ponte da parte delle truppe naziste.

Murales e quartieri popolari, quindi, tanto che nella periferia orientale della città c’è un vero e proprio “parco dei murales”, realizzati a volte da famosi writers internazionali, che hanno trasformato intere facciate di palazzi piuttosto anonimi in autentici capolavori da ammirare…e sempre più da fotografare. Sono nati infatti veri e propri tour dei murales e street art napoletani.

Il più celebre e fotografato si trova nel centro storico e rappresenta San Gennaro. L’autore è Jorit, il “Banksy italiano”, il quasi trentenne di padre napoletano e madre olandese. Ritrae attori, calciatori, cantanti, rivoluzionari, ma soprattutto uomini comuni che lottano nel quotidiano per affermare i propri diritti. Il segno inconfondibile è dato da strisce rosse sulle guance che, secondo l’artista richiamano i rituali africani. Jorit ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli ma poi anche in Tanzania (come l’artista americano Keith Haring), ha viaggiato in Sud America e negli Stati Uniti. Il suo San Gennaro è stato al centro di polemiche. Il modello è stato un suo amico carrozziere ma molti vedono nella volto all’ingresso di Forcella le sembianze del boss Giuliano.

Suo è anche il volto di Ael sulla facciata di una palazzina popolare nella periferia orientale della città, la bimba morta nel rogo doloso del 2008 che distrusse il campo rom adiacente lasciando senza casa circa 1.500 persone.

Altre opere famose di Jorit sono i ritratti di Diego Armando Maradona e di Niccolò, un bambino autistico, nel “Bronx” di San Giovanni a Teduccio, l’immenso Che Guevara realizzato sulla parete di un palazzo a Taverna del Ferro, periferia est di Napoli, Pier Paolo Pasolini e Angela Davis a Scampia; Patrizio Oliva e gli altri sportivi Nando De Napoli, Carmelo Imbriani, Antonietta De Martino e Nando Gentile sulla facciata di un grattacielo al Centro Direzionale, in onore alle Universiadi che si sono tenute a luglio scorso.

Ma gli artisti che hanno lavorato sui muri napoletani sono anche altri, come la street artist napoletana nota con il nome di Roxy in the Box, autrice ad esempio di Mission Possible (Zona Via dei Tribunali): San Gennaro ha tra le mani un giornale, Il Sole 24 Ore, mentre Caravaggio legge il New York Times con un Supersantos sotto il piede destro a simboleggiare l’eterna passione per il calcio dei ragazzini napoletani.

Il vero Banksy è stato davvero a Napoli: suo, in piazza dei Gerolomini, il murales, protetto da una lastra in vetro, dove la Madonna è dipinta con una pistola al posto dell’aureola, come segno del legame profondo tra la criminalità e la religione a Napoli. In Via Mezzocannone si trova il murales dedicato a Fidel Castro sulla facciata del centro sociale Mezzocannone Occupato, da Mono Gonzales e Tono Cruz, due street artist di fama internazionale. Nei Quartieri Spagnoli se ne trovano quasi in ogni via, ad esempio quello che raffigura Maradona ai tempi del secondo scudetto del Napoli, nel 1990, o quello dedicato a Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra.

Alla Sanità, all’interno di Palazzo Sanfelice, c’è l’uomo in catene realizzato da Zilda, di fronte alla basilica Santa Maria della Sanità c’è Luce, di Tono Cruz, mentre sulla facciata adiacente alla chiesa si vede l’opera di Francisco Bosoletti dal titolo RESIS-TI-AMO, promosso dalla fondazione San Gennaro.

E ancora tanti e tanti, e se non bastasse la grandezza e la perfezione dell’esecuzione a conquistare il turista, ci sono i messaggi più o meno nascosti, frasi che inneggiano alla rivolta, a non arrendersi, o omaggi a Pino Daniele e a Totò.

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