Pubblicato il: 5 novembre 2019 alle 8:00 am

Trento e Mantova sono le città più verdi d’Italia In coda c’è Catania. Il Paese green ha più velocità. Per Legambiente: l'Italia migliora, ma ancora troppe differenze

di Guglielmo Arduini.

Roma, 5 Novembre 2019 – Le città più green al mondo? Copenhagen, Stoccolma e Vancouver. La Capitale danese viene presa ad esempio come modello indiscusso per la green economy da svariati anni. Grazie a investimenti mirati (e green oriented) il sistema di trasporto pubblico è ben sviluppato, il che consente la circolazione di un numero ridotto di automobili e ogni giorno vengono percorsi in bici più di 1 milione di km. E’ l’esempio perfetto anche per l’edilizia sostenibile, come conferma il complesso di Orestad City, limitrofo alla Capitale, costruito in meno di 10 anni.

Mentre a livello mondiale la classifica delle città più green viene stilata in base al Global Green Economy Index, uno studio che si è concentrato su 80 stati sparsi nel mondo, in Italia il quadro lo disegna il rapporto annuale di Legambiente “Ecosistema Urbano 2019”, sulle performance ambientali dei 104 capoluoghi di provincia. Lo studio valuta le città sulla base di 18 parametri, fra i quali qualità dell’aria, ciclo dei rifiuti, rete idrica, trasporti pubblici, isole pedonali, ciclabilità, tasso di motorizzazione, produzione di energia da fonti rinnovabili.

E sono risultate quest’anno Trento, Mantova e Bolzano le città più green d’Italia. Vibo Valentia, Siracusa e Catania quelle meno. Nel complesso, le città italiane migliorano la loro situazione ambientale. Ma restano ancora tante disuguaglianze, fra chi fa progressi (soprattutto al nord) e chi rimane impantanato nei problemi (soprattutto al sud e nelle metropoli).

Trento aveva già buone performance, ed è arrivata in testa alla classifica grazie a un miglioramento nella qualità dell’aria, nel trasporto pubblico e nella ciclabilità. Mantova, al secondo posto, era prima lo scorso anno, ma rimane una città decisamente verde. Bolzano, terza, ha migliorato qualità dell’aria e trasporto pubblico. Seguono Pordenone (4), Parma (5) e Pesaro (6).

Nella parte alta della classifica ci sono quasi tutte città del Nord, con qualche eccezione, come Oristano (9), Cosenza (14), Teramo (28) e Nuoro (35). La parte bassa della classifica ospita soprattutto città del sud, ma non solo. Ci sono pure Monza (79), Imperia (90), Alessandria (95) e Massa (96), oltre a diverse metropoli: Genova (73), Napoli (84), Bari (87), Torino (88), Roma (89). In fondo alla classifica ci sono Vibo valentia e Siracusa, che da anni non forniscono dati a Legambiente, e Catania (102).

“Gli indicatori parlano anche quest’anno di un’Italia che si muove in maniera disomogenea – si legge nel rapporto -. Nel complesso migliora, ma sono tante le città in allarme smog o incapaci di assicurare un corretto ciclo dei rifiuti”.

I dati sulle polveri sottili Pm10 sono in netto miglioramento, ma meno della metà delle città rispettano tutti i limiti di legge. La media italiana della raccolta differenziata è arrivata al 55%, con Ferrara, Treviso, Mantova, Pordenone, Parma e Trento oltre l’80%. In media il 36% dell’acqua potabile non arriva ai rubinetti, ma in 18 città la metà dell’acqua immessa nelle condutture viene dispersa.

Migliora complessivamente, seppur di poco, il servizio di trasporto pubblico. Milano, Brescia, Pavia sono le città dove prendere il bus è più facile. Il tasso di motorizzazione dei capoluoghi italiani, invece, sale in un anno da 63,3 auto ogni 100 abitanti a 63,9. Lucca e Venezia sono le città migliori per andare a piedi, Reggio Emilia per andare in bici. Cresce l’estensione media delle isole pedonali: 0,47 m2 per abitante (era 0,45 lo scorso anno).

Le fonti rinnovabili coprono il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie in 27 capoluoghi. Sono 90 i capoluoghi che hanno almeno un impianto solare termico o fotovoltaico sugli edifici pubblici (In copertina: Trento, ph Christos Constantinou).

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