Pubblicato il: 19 novembre 2019 alle 7:00 am

Gli italiani e gli integratori alimentari Sempre più presenti nelle diete, un comparto da 3,4 miliardi. Botanicals e probiotici tra i prodotti più venduti. Le raccomandazioni dell’ISS e il decalogo Federsalus

di Giulio Caccini.

Milano, 19 Novembre 2019 – Integratori. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le esigenze. Capelli più forti? Integratore in compresse. Fame? Integratore solubile. E così via, dai prodotti per lo sport a quelli della linea benessere. E’ una sorta di mondo parallelo, quello degli integratori. Presente in quasi tutte le case sotto forma di boccette, blister, barattoli.

Ed è un settore che da anni registra segnali positivi (in termini di guadagni), complice la crescente attenzione al benessere e a una alimentazione sempre più a misura delle proprie esigenze.

Il fatturato del comparto degli integratori alimentari (nel loro complesso), secondo quanto si legge nella seconda edizione della “Review scientifica sull’integrazione alimentare: evidenze dalla ricerca scientifica e nuove frontiere di sviluppo”, in farmacia ha registrato negli ultimi 6 anni un tasso di crescita media annua (Cagr) pari al 6,8% (la farmacia è canale di elezione per la vendita di questi prodotti, trattati anche da parafarmacia e gdo).

Nel corso degli ultimi 12 mesi si è raggiunto un fatturato di 2,8 miliardi di euro con un profilo di crescita del 3,9% (aggiornamento dati ad aprile 2019). Questo canale da solo genera l’84% del fatturato sviluppato dai tre canali, pari a 3,4 miliardi di euro (+3,9% negli ultimi 12 mesi).

Cos’è un integratore alimentare? Secondo l’articolo 2 della direttiva 2002/46/CE- Integratori alimentari del 10 giugno 2002, gli integratori sono prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia monocomposti che pluricomposti, in forme di dosaggio, vale a dire in forme di commercializzazione quali capsule, pastiglie, compresse, pillole e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce e altre forme simili, di liquidi e polveri destinati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari. (Parlamento europeo e Consiglio, 2002)

Tra i vari segmenti del mercato degli integratori, dalla review emerge l’attenzione dell’Italia per i cosiddetti botanicals, con una componente attiva di origine vegetale, che nel contesto farmacia, convogliano oltre il 16% del fatturato, realizzando più di 469 milioni di euro, e che tuttavia registrano un andamento negativo delle vendite con un calo del 2,2% in controtendenza rispetto all’intero settore. Gli italiani ricorrono ai botanicals per le loro funzioni digestive (19%), per l’attività tonica-energetica (15%) e per le loro proprietà rilassanti (11,5%); tra le prime piante più presenti negli integratori, segnalati dai consumatori italiani, ci sono l’aloe, il finocchio, la valeriana e il ginseng.

Un aspetto da non sottovalutare è quello dell’integrazione alimentare in età pediatrica, a cui la seconda edizione della Review dedica un capitolo con un focus sui giovani che fanno sport. Nel 2018 gli integratori per questa fascia d’età hanno registrato un incremento delle vendite, dato questo particolarmente significativo in considerazione del trend di riduzione delle nascite: nel 2017, dati Istat, sono nati in Italia 464.000 bambini, il 14,8% dei quali stranieri, in ulteriore calo rispetto all’anno precedente.

In questo quadro il professor Domenico Careddu, docente a contratto della scuola di specializzazione in Pediatria, Università del Piemonte Orientale di Novara, cita come esempi di integrazione alimentare in età pediatrica che trovano un impiego consolidato “molti integratori a base di estratti vegetali e probiotici che vengano impiegati in casi di disturbi del sonno, coliche gassose del lattante, tosse, infezioni respiratorie ricorrenti. Inoltre, esiste un ampio consenso internazionale sulla necessità di fornire per tutto il primo anno di vita una supplementazione di vitamina D a tutti i lattanti”.

Per i ragazzi che praticano sport, “il supplemento di vitamine, oligoelementi e nutrienti può essere utile per ristabilire un apporto corretto e non per aiutare a vincere una gara – sottolinea Careddu -. Esistono alcune discipline sportive che sono a maggior rischio di carenza di micronutrienti, dove a volte è richiesta una restrizione energetica o l’assunzione di determinati nutrienti”.

La Review inoltre presenta le nuove frontiere di ricerca sull’utilizzo dei probiotici, un settore dotato di un quadro normativo variegato a seconda delle aree geografiche: “Nel 2016 è stata pubblicata una nuova versione delle Linee guida relative alla presentazione dei dossier per l’approvazione di health claim sui probiotici concernenti il sistema immunitario, il tratto gastrointestinale e le difese contro i microrganismi patogeni – precisa Lorenzo Morelli, Direttore DiStas della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza -. Inoltre, negli ultimi 5 anni, sono stati pubblicati più di 800 articoli da autori italiani concernenti l’uso di probiotici, e di questi un centinaio sono studi clinici, confermando una posizione di primo piano per la ricerca italiana”. Legato al tema dei probiotici è la cosiddetta rivoluzione del microbiota, lo studio approfondito delle comunità microbiche presenti nel tratto gastrointestinale, ma anche in polmoni, tratto genitourinario e cute, che sono estremamente diverse da individuo a individuo. Un aspetto interessante è che i probiotici “sembrerebbero migliorare le risposte del sistema immunitario – spiega Antonio Gasbarrini, dell’Università Cattolica di Roma – Anche se oggi il mondo scientifico ha ancora molto da dirci sui probiotici disponibili sul mercato, la ricerca ha già ampliato gli orizzonti e il futuro si apre a nuovi scenari”.

Il consiglio è quello di rivolgersi sempre a medici, nutrizionisti e farmacisti per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze. In linea con il monito dell’Istituto Superiore di Sanità, in seguito ai risultati emersi da un monitoraggio farmaco-tossicologico degli integratori per chi pratica attività sportiva, condotto insieme al Comando carabinieri per la tutela della salute, l’Associazione Federsalus ha da tempo realizzato un decalogo: 10 punti, facili da consultare e ricchi di chiarimenti utili al consumatore per conoscere il mondo degli integratori alimentari.

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