Pubblicato il: 27 novembre 2019 alle 8:00 am

Matera 2019, pronti al gran finale Cerimonia di chiusura il 20 dicembre. Bilancio entusiasmante. Da capitale europea della cultura a modello per tutto il sud. Le polemiche dopo i disastri causati dal maltempo? «Danni limitati. Più grave la situazione di Venezia»

di Marzio Di Mezza.

Matera, 27 Novembre 2019 – Perfetta, per Mel Gibson. Magica, agli occhi di Morgan Freeman. Di una dolente bellezza, secondo Carlo Levi. Capace come poche altre città di generare stupore, disse una volta Guido Piovene.

Eppure Matera ha dimostrato di essere anche tanto altro. Lo dicono i numeri: a meno di 2 mesi dalla fine del programma culturale ha contato 312mila persone; 940 eventi in 325 location di tutta la Basilicata; l’80% delle produzioni realizzate sono originali e l’obiettivo sarà di portarle in giro per l’Europa grazie al passaporto temporaneo; si sono esibiti 193 artisti, sono stati venduti circa 80mila passaporti; straordinario anche il numero di volontari: 1800; 2miliardi i contatti sulle iniziative. «Tra tutte le capitali europee della cultura siamo la città che ha avuto il maggiore incremento di presenze turistiche», dice Serafino Paternoster, coordinatore dell’Ufficio Stampa di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura.

Eppure nei giorni in cui il maltempo ha creato tanti disagi e procurato danni da nord a sud, c’è chi ha detto che tutta l’attenzione è stata concentrata su Venezia, trascurando città come Matera che è stata invasa dall’acqua…

«Quelle immagini di Matera che hanno fatto il giro del mondo hanno giustamente preoccupato tantissime persone, ed è bello vedere che tante comunità, sindaci, istituzioni culturali, si siano preoccupate. Bene hanno fatto a organizzare iniziative di solidarietà, raccolta fondi e così via. In tutta onestà, però, devo dire che quello che è successo a Matera ha causato danni limitati, mentre è molto più grave la situazione di Venezia, che purtroppo non da oggi vive questi momenti complicati. Per noi è stato un evento eccezionale. Lì, l’evento ripetuto nel tempo, provoca altri disagi».

Sta per concludersi questa esperienza. Tra breve Matera passerà il testimone di Capitale Europea della Cultura, intanto ha già deciso cosa farà da grande?

«Dovrà innanzitutto consolidare il posizionamento che negli ultimi 10 anni, da quando ci siamo candidati, ha guadagnato in termini di appeal e visibilità.

Almeno per i prossimi 10-20 anni resterà questo appeal, però bisogna che le istituzioni provino a consolidarlo. Dopodiché credo che Matera 2019 abbia guadagnato un successo tale a cui vanno messi piedi, gambe per poter camminare ancora molto tempo. La Fondazione sta già immaginando di fare un programma culturale per il 2020. Ovviamente non è sufficiente, bisognerà disegnare un vero o proprio piano strategico per consolidare Matera e sviluppare le cose che sono state fatte nel 2019. La città è già diventata la capitale europea della co-creazione e su questo bisognerà che tutte le istituzioni, così come è successo in fase di candidatura, si alleino per irrobustire questo fattore straordinario di Matera 2019.

Poi stiamo lavorando ad alcuni documenti finalizzati a definire una metodologia sia intorno al tema della partecipazione dei cittadini degli eventi culturali, sia intorno al tema del futuro, dell’innovazione e della cittadinanza attiva, grazie a un progetto che si chiama Matera 3019 in cui le scuole, gli studenti, forniranno alcune indicazioni che saranno la base di questo documento».

La chiusura. Col botto…

«Chiuderemo questa esperienza con la presenza del ministro Franceschini e del presidente del parlamento europeo David Sassoli.

La manifestazione finale si terrà il 20 dicembre con una serie di iniziative che culmineranno in una grande festa collettiva a partire dalle ore 19 (ovviamente…) nella straordinaria Cava del Sole. Il consiglio è di acquistare il passaporto sul sito già da ora e tenersi pronti all’apertura delle prenotazioni».

Matera esempio per tutto il sud?

«Alcune esperienze fanno pensare in maniera positiva. Esempio: un progetto che vede anche la Campania protagonista, che si chiama Trenodia, a cura di Mariangela e Vinicio Capossela e prodotto dalla fondazione Matera Basilicata 2019, che ha messo insieme alcuni comuni della Calabria, Matera, l’Irpinia (Calitri), in cui hanno preso esattamente a modello Matera 2019 per quel che riguarda la partecipazione dei cittadini agli eventi. Credo che sia un esempio di come il nostro modello possa far germogliare nuovi frutti nel sud Italia. I semi sono stati lanciati. Ora ovviamente dipende non solo dalle istituzioni ma soprattutto dai cittadini innaffiarli e fare in modo che crescano».

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