Pubblicato il: 1 dicembre 2019 alle 7:00 am

La modernità ha spazzato via credenze e superstizioni, ma le premonizioni sono ancora in ognuno di noi Dal gatto nero alla foto di un congiunto scomparso: certi timori sembrano superati però l’interpretazione di segnali e di presagi continua ad affascinare l’animo umano

di Giosuè Battaglia.

Roma, 1 Dicembre 2019 – L’interpretazione di segnali affascina ancora, non solo i giovani, ma anche quei meno giovani che si trovano a dover rinunciare a certe asserzioni cancellate dal mondo moderno. Infatti il moderno ha superato certe credenze in quanto esiste una tecnologia che dà risposte in ogni campo, di cui quella più ricorrente, di conoscere il sesso di un nascituro. Gli strumenti moderni sono basati su metodologie che danno un risultato che si avvicina alla certezza, frutto di diverse applicazioni scientifiche. Ma i segnali premonitori di accadimenti, seguivano un processo più umano, più del sentire proprio e quando si concretizzavano, trasmettevano a chi li aveva interpretati, una piena soddisfazione, un segno dell’arcano, carpito da una sensibilità interna capace di abbinare il vero al faceto. E allora appariva un alone di genio nel quale era avvolto chi aveva colto quel segnale premonitore. Questi segnali erano alla portata di tutti e quelli che ne sapevano leggere la premonizione, erano coloro che a volo avevano un certo tipo di sensibilità interna. Questi presagi si manifestavano ed erano ingenui, schietti, infantili e si presentavano attraverso soggetti animati; ma anche attraverso soggetti esamini, per i quali si coglieva la lettura data in quel momento. Così ad esempio una nonna di un nipote militare, intenta al lavoro a maglia, seduta dietro ai vetri del balcone o finestra, vedendo passare una divisa, percepiva il segnale dell’arrivo prossimo del nipote e ciò si concretizzava effettivamente in qualche giorno prossimo. Oppure una mamma giovane che all’improvviso sentiva come un vagito e di lì a poco scopriva di essere in attesa di un figlio. Ovviamente questi segnali premonitori appartenevano a un mondo superato dalla modernità, con l’arrivo di strumentazioni che permettono di conoscere subito o con molto anticipo l’evento. Solo più tardi è stato scoperto, ad esempio, che parlando si generano delle onde sonore che si diffondono negli ambienti ed alcune rimangono conservate fino a quando un qualsiasi movimento le colpisce facendole risuonare nell’ambiente e creando un ritorno di voce; proprio questo dà una voce che sembra provenire dall’oltretomba. Altro segno premonitore era quello proveniente da cose inanimate, come ad esempio guardando una statua di un santo o la foto di un proprio caro defunto. Chi osservava quel volto, ne coglieva un segno anticipatorio, positivo o negativo, che rispondeva al proprio pensiero. Allora il volto osservato dava l’espressione da valutare e il soggetto seguiva un pensiero che andava nella direzione apparsa. Praticamente una continuazione del passato che si rifaceva all’oracolo di un tempo, a cui ci si rivolgeva cogliere il segnale per una indicazione futura. Il classico esempio di un segnale negativo rimane quello del gatto nero che attraversa sul proprio percorso, segno di sventura, considerato malefico per chi se lo trova davanti. Anche questo risulta superato, visto che è diffuso il senso amorevole per gli animali. Insomma la modernità ha cancellato diversi miti, però ancora rimangono interpretazione di segnali premonitori, che sono soggettivi e ancora validi per certi animi sensibili.

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